Lunedì 19 Novembre 2018
   
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“EDUCARE AI VALORI DELLA FAMIGLIA”

giornata diocesana

 

Domenica 30 ottobre, presso il “Nuovo Cinema Teatro” di Alberobello, si è svolto un’occasione di incontro tra Chiesa e Famiglie per la Giornata Diocesana della Famiglia 2011.

Un momento per ritrovarsi, condividere, ascoltare e fraternizzare sui valori della Famiglia, insieme al Vescovo, Mons. Domenico Padovano e alle famiglie della diocesi di Conversano – Monopoli.

Educare alla famiglia, un valore sul quale oggi, con i ritmi frenetici e gli impegni quotidiani si tende a trascurare, ma sul quale è necessario fermarsi e riflettere. In un momento di incontro con i componenti della diocesi, le famiglie, insieme ai ragazzi che durante il 2011 hanno formato nuovi nuclei famigliari, hanno trovato occasione di domande, dubbi, considerazioni su cosa sia la famiglia e sugli obiettivi che questa si prefigge nella nostra società. La famiglia, consacrata tale da un iniziale matrimonio, diviene la prima “piccola Chiesa” che crede in Gesù Cristo e lo testimonia davanti agli uomini, cominciando dai propri figli e dai vicini. La missione educativa della famiglia cristiana è quella di favorire l’incontro della generazione che cresce con il Cristo.

“Occorre tornare a considerare la famiglia come il santuario della vita. Essa, infatti, è sacra: è il luogo in cui la vita, dono di Dio, può essere adeguatamente accolta e protetta contro i molteplici attacchi a cui è esposta, e può svilupparsi secondo le esigenze di un'autentica crescita umana. Contro la cosiddetta cultura della morte, la famiglia costituisce la sede della cultura della vita.”

“Un ruolo decisivo spetta alla famiglia, dove l'uomo apprende il segreto della pace, sperimentando il calore dell'accoglienza ed esercitandosi giorno dopo giorno nella disciplina degli affetti, nello sforzo della tolleranza, nell'impegno della comunione. Chi lavora per la famiglia lavora per la pace, anche se purtroppo bisogna constatare, anche in questo campo, che ai nostri giorni la famiglia deve fare i conti con crescenti difficoltà interne ed esterne, che rischiano di turbarne la serenità”. (Giovanni Paolo II)

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