Lunedì 19 Novembre 2018
   
Text Size

AMA E DIO ABITERÁ IN TE

dg2

 

Le nozze d’argento con la chiesa sono state per don Giovanni occasione per regalare un libro-ricordo che comprende tutti gli anni della fede: dai primi scritti, a 13 anni, ai tempi del seminario minore, fino alla novena di Natale del 2009, sulla figura del sacerdote. 

Il libro è stato presentato durante la messa da don Pio Zuppa, professore ed educatore di don Giovanni ai tempi del seminario Pontificio di Molfetta. Don Pio si è soffermato su alcune immagini che don Giovanni ha usato nei suoi scritti, fra queste “Dio è tempo”. “Questo è un messaggio audace, sottolinea che Dio entra nel tempo, si fa storia, entra nel nostro tempo e il tempo è niente senza di lui.”

Il titolo, ripreso da una frase di sant’Agostino, interpreta la forza che don Giovanni ha avuto in questi 25 anni da sacerdote: vivere il contingente, immergersi nel tempo e tra le persone, amare in modo tale da sentirsi abitati da Dio. Il libretto presenta i primi scritti di Giovanni adolescente, seminarista, sulla figura del sacerdote, foto e frammenti dell’infanzia e dell’ordinazione, riflessioni scritte per i suoi allievi in seminario. Infine, foto e ricordi che riemergono dai lunghi periodi parrocchiali, a Conversano e a Turi.

Fa riflettere come, tra gli scritti, appaia uno stralcio di una riflessione preparata per la giornata del seminario. Era il 16 febbraio 1986 e don Giovanni scriveva: “Siamo 19 seminaristi che studiano nei seminari di Conversano e Molfetta, ma tra questi, dobbiamo constatare che nessun ragazzo di Turi sta con noi a orientare e a verificare la propria vocazione.” Frase che a distanza di 25 anni suona come un monito: non ci sono state ordinazioni di turesi, quasi diventare sacerdote a Turi sia ancora un tabù.

Il libro si conclude con una riflessione sul tempo. “Il tempo, sì, questo tempo che, ora,  più che mai scorre velocissimo e non hai nessun potere di fermarlo. È la povertà della nostra umanità. Allora diventi consapevole che tutto è riposto e riposa nelle mani di Dio. É lui che guida la tua storia, la storia di tutti. Ama e Dio abiterà in te! Ecco perché è una sensazione straordinaria abbandonarsi nelle mani Sue. Essere come la creta nelle mani del vasaio, certi che, dovunque Lui ti porti, qualunque situazione di vita ti faccia sperimentare, qualsiasi cosa ti chieda, ha sempre come fine la tua felicità.”

Tra le righe, don Giovanni sottolinea la difficoltà di raccontarsi, perché “raccontarsi significa denudarsi … riconoscersi … ricominciare.”

Raccontarsi è ricominciare. E questo libro sembra proprio essere una tappa. Un pietra miliare del cammino. E, a partire da questa, don Giovanni guarda avanti, verso altre tappe di uno stesso viaggio.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI