IL CALCIO GIOCATO. SACC D’PAGG E U’CASALIN

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C’era una volta… Iniziavano così le favole che le mamme e/o le nonne raccontavano negli anni ’50-’60, e i bambini rimanevano incantati e ammutoliti dal racconto. Al termine della “recita” era consuetudine ringraziare con un bacio.

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È giusto, il passato non può tornare e con esso abbiamo spazzato via tanti valori. È positivo? A scuola i comportamenti sono cambiati. Il maestro (De Carolis, Luparelli, Miale ecc…) erano delle istituzioni. Il discente riservava massimo rispetto e se egli riferiva ai genitori le “malefatte” si aveva… il “resto”. Oggi il maestro o il professore deve “accontentare” i genitori perché “mio figlio è traumatizzato da lei”. Anche lo sport si è adeguato. Oggi le società offrono una formazione sportiva adeguata all’età. A Turi i/le ragazzi/e che partecipano agli allenamento e alle gare della pallavolo sono numerosi. I ragazzi del calcio a 5 hanno scoperto questa novità; i ragazzi che frequentano i corsi di calcio si fermano alla categoria “Esordienti” (12 anni) per poi sperare in qualche società limitrofa che, invece, partecipa ai campionati “giovanissimi” ed “allievi”. Negli anni ’60-’70 anche Turi aveva il suo settore giovanile di calcio con due categorie: 12/14 anni e 14/16 anni: la società era U.S. Turi. Due erano le figure tecniche: Peppino Lieggi (Sacc’ d’ pagg’) e Sebastiano Savino (u’ Casalin’ o meglio conosciuto come Trapattoni). Sebastiano ha dato tutto ai ragazzi di quegli anni. Persona speciale, sempre disponibile, rimproverava, sì, ma con molto garbo. Insegnava calcio ma dava anche lezioni di vita. Lui da ragazzo era una grande promessa del calcio: era esploso a Luxembourg, dove con tanti turesi, sammichelini, casamassimesi e qualche lussemburghese ha vinto tutto. È fiero dei suoi risultati, testimoniati da foto ingiallite. Rivedendosi all’età di 20 anni si emoziona, arrossisce, “scappa” qualche lacrimuccia. GRANDE Sebastiano. Buon per tutti che Sebastiano è sempre con noi, ma nessuno ritiene opportuno avvalersi della sua esperienza, riservatezza e competenza. Sebastiano non fa “Marketing”. Non è sponsorizzato. È superpartes. Il calcio è nel suo DNA. Si rimetterebbe volentieri la tuta e gli “scarpini”. Ma il calcio a Turi è stato messo in “naftalina”. Con Peppino e Sebastiano si giocava a calcio, niente esasperazioni. Se il risultato era negativo ti beccavi una ramanzina, ma in tutti ritornava il sorriso e gli sfottò. Famose le trasferte, quindici ragazzi in un pulmino, si entrava ad incastro e si usciva… non si sa come. Non esisteva la tassa d’iscrizione né la retta mensile, il completo lo dovevi far lavare a casa. Quasi sempre i genitori non sapevano che la domenica si andava a giocare, gli spalti sempre deserti, ma ci si divertiva. Nessuno pensava a diventare un calciatore da serie professionista, al massimo si sperava di far parte della squadra di 2° o 1° categoria. Era tutto un gioco, era il vero calcio: pulito!! Da Peppino a Sebastiano siamo passati tutti e il loro grande orgoglio fu che la squadra che vinse l campionato di terza e poi di seconda categoria era cresciuta con loro. Ecco cosa manca ora, quello che avevamo 40 anni fa. Uomini che odiavano la prima fila, amanti dei valori, il campo era la loro casa e i ragazzi la loro famiglia. I genitori non interferivano mai, anzi ti beccavi le “scarpe” se non studiavi. Ora i genitori mettono in crisi allenatori e società perché “mio figlio è più bravo di quello”. Come diceva il consigliere allo sport dott. Piero Palasciano “Stavamo meglio quando era peggio”. Come dargli torto, perché persone come Sebastiano ora in giro ce ne sono pochissime. I giovani nel calcio non investono il loro tempo, eppure, qualcuno ha dimostrato di saperci fare. Sono spariti i tornei estivi di pallavolo in piazza e il calcetto a largo pozzi. Ogni festa era l’occasione per organizzare un torneo di pallavolo. Era stupendo vedere tanta gente ed era l’occasione per “posare” di fronte alle ragazze. Sì, con lo sport nascevano anche gli amori. Che tempi ragazzi!! Ora che non riusciamo ad uscire dalla “palude” non ci resta che ricordarli.