Martedì 20 Novembre 2018
   
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“MI RITORNI IN MENTE …”

palazzetto

Quando si affrontano argomenti inerenti allo sport, le opinioni sono sempre divergenti, ma la realtà, purtroppo, è convergente.

Di pallavolo abbiamo letto il pensiero del prof. Mimmo Sabatelli e del prof. Filippo Arré. Questa volta l’opinione risuona all’unisono: ai nostri tempi il segreto era il sacrificio. L’amore verso la pallavolo ci “costringeva” a fare di tutto, nonostante i campi inadeguati o la mancanza di mezzi economici.

Al prof. Arré è stata posta la seguente domanda: la squadra maschile è una società organizzata, con uno sponsor super disponibile. Dal sogno dell’A2 si ricomincia dalla serie C con immediato ritorno in B2. Come ti spieghi questo fenomeno?

La risposta è stata la seguente: “La pallavolo è molto cambiata, da aspetti pioneristici si è passati al business puro. Squadre che senza vincere un campionato si ritrovano in C, B2, B1 e “rischiano” di potersi ritrovare in A1. Ingaggi elevati, spese folli, costi esorbitanti per affrontare campionati e tutto ciò che gira intorno. Squadre che salgono, scendono, dichiarano forfait, ormai l’esempio calcio impera. Penso che il pubblico attento sia disorientato, altri invece guardano, se guardano, solo superficialmente e sono anche contenti di tale confusione. Le società legate agli sponsor per la propria sopravvivenza in realtà finiscono per legarsi mani e piedi alle convenienze commerciali .. e non solo. Le false fatturazioni, i bilanci truccati sono sotto gli occhi di tutti e nella pallavolo non si è da meno (vedi la Florens Castellana).

È un sistema che, guardia di finanza permettendo, potrebbe esplodere, per cui sarebbe logico darsi una regolata, affrontare quanto è possibile fare, puntare a curare i ragazzi, i cosiddetti vivai, piuttosto che badare alla facciata, iscriversi ai campionati di livello alto per affermarsi quando si è bravi (con i soldi… e poi?). Per quanto riguarda Turi penso che i dirigenti e gli sponsor sappiano quello che fanno”.

Filippo ha posto in essere il problema “sponsor”. Abbiamo perso il conto, a Turi, di quanti presidenti si sono alternati sia nella pallavolo che nel calcio. Senza nasconderci dietro il famoso dito, molti hanno “usato” la squadra per “guadagnare” visibilità e consensi. Qualcuno ci ha rimesso (il calcio) con la conseguenza che la squadra non è stata più iscritta al campionato. Qualcuno, da sponsor, costituiva società solo per fini elettorali e poi… tutti giù per terra!!!

È sparito il “Memorial Oronzo Pugliese” per mancanza di sponsor. Ecco il vero problema. Al nostro caro paese, tolti i due sponsor della pallavolo maschile e femminile, non ci sono imprenditori disponibili ad investire nello sport. Oggi potrebbe essere la crisi economica che ci attanaglia, ma potrebbe essere anche un’attenuante. La realtà è che siamo solo un paese “cerasicolo”. Quante aziende ci sono sul territorio? Gli sponsor ora li troviamo solo sulle locandine che con 50 o 100 euro si organizzano per una manifestazione.

Se questa è la realtà, non ci resta … che piangere.

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