Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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“LA FESTA PATRONALE È COME UN COMPLEANNO”

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Il 26 agosto di ogni anno, prima ancora che con la Diana mattutina, Turi si risveglia al ritmo delle campane del Cappellone di Sant’Oronzo, “alla grotta”.

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Il sagrato, all’ombra del viale di cipressi, è pieno come sempre: alle poche sedie bianche saranno aggiunte le pieghevoli in legno, che i fedeli andranno personalmente a prelevare dall’interno della chiesa, prima della funzione. In tanti poi portano le proprie sedie da casa, alla stregua di un pic-nic, in un mosaico di modelli e colori.

 

Don Lino Fanelli ha celebrato una santa Messa sobria ed essenziale, molto sentita. “La festa annuale del nostro patrono, come un compleanno, come tutti gli appuntamenti annuali, è un momento di riflessione e di resoconto di quanto avvenuto nell’anno precedente” ha detto durante l’omelia.

“Ciascuno può riflettere, ringraziare Dio per quanto è accaduto di bello, anche lamentarsi, chiedere qualcosa per il futuro, e in questa riflessione sull’anno trascorso dopo l’ultima festa chiediamo l’intercessione del nostro patrono.”

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Don Lino ha poi disegnato i tratti salienti del “fedele tipico” che attende la festa patronale. “C’è chi partecipa alla festa per abitudine, chi per superstizione, chi per devozione. Facciamo in modo di parteciparvi per fede. La fede è un cammino, non è qualcosa di statico, la fede è itinerante, precaria, perché legata alle cose che passano, cambiano, alle novità che si vivono; la fede è ricerca. Tutto passa e cambia, ma la fede resta. Per questo non dobbiamo avere timore.”

Ha infine citato san Paolo: “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.”

La Diana mattutina ha rotto sul più bello il silenzio della benedizione eucaristica. Alla fine della messa, don Lino ha ringraziato la confraternita di Sant’Oronzo e l’associazione Bersaglieri, che si prende cura del Cappellone e della grotta.

Infine, inizia la giornata di festa: c’è chi fa una breve sosta al cimitero, sulla tomba dei propri cari, c’è chi torna in paese, indaffarato tra preparativi e incontri.

Sono le otto e mezza, e la giornata della Festa Grande può cominciare.

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