Lunedì 12 Novembre 2018
   
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CARCERI, PROSEGUE LA PROTESTA DEI DETENUTI DI TURI

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Pubblichiamo un comunicato inviatoci dal Sappe con il quale si denuncia una nuova situazione di emergenza nel carcere turese. I detenuti protestano contro le condizioni di vita nell'istituto a causa del sovraffollamento che, da lunedì scorso, non ritirano i pasti devoluti all'associazione InConTra, per i “senza tetto” di Bari.

All'associazione InConTra sono stati consegnati mercoledì scorso dai detenuti di Turi 55 kg di frutta, 160 confezioni di sottilette, 110 scatole di tonno, 6 kg di pasta, 30 kg di insalata verde, 30 kg di peperoni, 80 kg di uva, 48 kg di pane, 26 kg di melanzane, una confezione da 5 kg di bastoncini di pesce.

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Ormai la protesta dei detenuti che nelle scorse settimane ha colpito le carceri nazionali e pugliesi, ha coinvolto anche il carcere di Turi dove da lunedì scorso i detenuti non ritirano il vitto preparato dall’Amministrazione.

Le motivazioni della protesta sono sempre le stesse: sovraffollamento, situazione igienico sanitaria disastrosa, carenza nell’assistenza sanitaria.

Il SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) maggior sindacato di categoria, prende atto della responsabilità e della correttezza dimostrata dalla popolazione detenuta che in maniera pacifica ha rivendicato  e rivendica il diritto alla dignità, al rispetto a condizioni di vita più umane.

Il Carcere di Turi che ospita circa 170 detenuti a fronte di 110 posti disponibili è una struttura fatiscente che deve essere chiusa al più presto e con una carenza di organico di Polizia Penitenziaria di almeno 20 unità.

Il SAPPE non riesce ancora a capire perché non si pensa di costruire un grande carcere metropolitano, di oltre 1000 posti che possa accorpare sia i detenuti   ristretti a Turi che a Bari.

Purtroppo come ogni anno, passato ferragosto ci si dimentica delle problematiche del carcere e ci dispiace che anche parlamentari importanti come il presidente Casini che ha visitato il carcere di Lecce, sia diventato un desaparecidos.

Più volte il SAPPE ha denunciato lo stato di sovraffollamento delle carceri pugliesi che ospitano circa  il 90% in più dei posti regolamentari (2350 posti netti con circa 4500 presenze), regione più affollata d’Italia a cui fa da contraltare una carenza di almeno 500 poliziotti penitenziari, per cui invitiamo il Provveditore Regionale appena insediatosi a battere i pugni affinché la precaria situazione delle carceri pugliesi abbia un sollievo.

Chi sbaglia deve pagare ed anche duramente, ma la tortura non è certo prevista dalla nostra costituzione senza dimenticare che tra quei 4500 detenuti, ci sono anche persone innocenti che si sono viste rovinate la loro vita per sempre.

È inaccettabile che tutti concordino che il problema esiste, prescrivendo ognuno la propria terapia, per rimanere poi con un pugno di mosche.

Il SAPPE si chiede cosa deve ancora succedere nelle carceri per far si che ci si accorga che la soluzione del problema non può essere più rinviato poiché se scoppiano le carceri crolla tutto il sistema di sicurezza.

Il Segretario Nazionale

Federico PILAGATTI

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