Venerdì 16 Novembre 2018
   
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BASTA POCO PER USCIRE DALLA PALUDE

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Ultimo giro, ultima corsa. Con il dott. Piero Palasciano si esaurisce l’intervento dei delegati-assessori allo sport che dal 1978 ad oggi si sono alternati per il bene dello sport di Turi. Ad onor del vero in questa amministrazione Gigantelli nei primi tre anni l’assessore allo sport era Tundo ma non potevamo chiedere quante coppe ha consegnato, perché oltre a presentarsi alle premiazioni di eventi organizzati dalle società, non c’è traccia del suo operato nell’ambito sportivo turese. Con Piero dal coma profondo siamo passati al coma artificiale. Che terapia ci indicherà per entrare almeno in terapia intensiva?

Atleta, medico-pediatra e politico, è tutto coniugabile?

“Lo studio, il lavoro e lo sport sono conciliabili, quando ci sono le motivazioni, la passione e la determinazione nel raggiungere un obiettivo, anche se con sacrificio. Ciò spiega il trend non proprio esaltante di tesserati negli ultimi anni nel mondo dell’atletica. La causa è un fenomeno culturale conseguente ad assenza di progetti più ampi di formazione nelle scuole (i cosiddetti POF) da parte dei capi d’istituto, mancato coinvolgimento degli insegnanti di educazione fisica, proprio in queste fasce d’età dove il gioco dovrebbe essere l’elemento dominante di qualunque programma pedagogico. Infatti proprio dalla scuola dovrebbero partire le risorse umane per le successive diverse discipline sportive. Anche la politica ha le sue responsabilità, nella mancanza di progetti e di promozione allo sport.  Non da politico ma da uomo di sport e di medicina il messaggio che desidero trasmettere è che l’attività fisica non solo è essenziale per supportare una normale crescita e maturazione corporea con effetti benefici sugli indicatori di salute, ma soprattutto mentale con una maggiore disponibilità ad interagire con gli altri, fiducia in se stessi, un migliore equilibrio psico-emotivo e coscienza dei propri limiti, insomma doti che spesso mancano nel mondo politico”.

Tutti gli impianti sportivi, tranne il palazzetto, sono inagibili, come mai?

“Quest’amministrazione, dopo le mie continue sollecitazioni, sta risolvendo il problema del campo sportivo. Infatti entro la metà di agosto il terreno di gioco tornerà ad essere agibile e quindi a disposizione per l’utilizzo. Il “punto sport” in via Casamassima con delle modifiche sarà un contenitore sicuro per i giovani. Ho avanzato l’idea di un finanziamento per porre fine alle inagibilità di altre strutture, vedi i campi da tennis, il campo di calcetto, il campo polivalente (basket e pallavolo) e la pista di atletica. Non è concepibile rattoppare sempre, dopo aver speso somme ingenti, e poi servono maggior controlli da parte dei responsabili”.

Perché non avete inaugurato ed intitolato il palazzetto dello sport?

“Premesso che il palazzetto, progettato da altre amministrazioni, è agibile al 100%, abbiamo tutte le autorizzazioni, tanto è vero che a giugno si sono svolte le finali nazionali del settore giovanile del calcio a 5. Stai certo che l’inaugurazione ci sarà. Per la denominazione del palazzetto vedremo”.

I “vecchi pallavolisti” vorrebbero intitolarlo a Michele Resta, concordi?

“Sarebbe un giusto riconoscimento ad un uomo, non più tra noi, che sia da atleta che da politico si è sempre battuto per realizzare il palazzetto dello sport a Turi”.

Per concludere, dopo aver parlato con tutti i tuoi colleghi delegati allo sport e con due sindaci, nessuno ha ammesso errori, insomma il “mea culpa” non c’è stato. Secondo te come possiamo uscire dalla palude?

“Con un velo di malinconia mi preme sottolineare che quando si stava peggio si stava meglio: negli anni ‘70 e ‘80, le manifestazioni sportive nel nostro comune erano più numerose solo perché affidate all’iniziativa dei singoli la cui sensibilità e passione per lo sport superava qualsiasi ostacolo. Ed è proprio da questa esperienza del passato che consiglio e auspico di ripartire creando un anello tra associazionismo sportivo e sponsor. Io mi impegnerò affinché attraverso la realizzazione degli impianti si crei l’atmosfera positiva più idonea per i bambini e gli adolescenti, per esprimere tutte le loro potenzialità e creare una nuova linfa sportiva del nostro paese”.

Il dottor Palasciano, in questi due anni da delegato non era in possesso della bacchetta magica, ha smosso le acque però è stato troppo “severo?” affermando “Quando si stava peggio, si stava meglio”. Questa dichiarazione è il fallimento di una generazione (dal ’50 al ’60). Noi nati in quel periodo volevamo, dovevamo cambiare Turi. Ci lamentavamo sempre, l’unico luogo di incontro era la villa e si trascorrevano le ore estive a sognare. Faremo questo, faremo quello. Ci dividevano le nostre idee politiche (sinistra – centro - destra) ma l’obiettivo era unico: migliorare Turi. Ci siamo riusciti? Penso proprio di no!

Commenti  

 
anonimo
#1 anonimo 2011-08-24 17:24
bravo
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