Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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TURI …. E LA MADONNA DEL CARMINE

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Si sono conclusi sabato 16 luglio i festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine, protettrice degli artigiani. La festa ha avuto inizio venerdì 15 luglio, quando la statua raffigurante la Madonna conservata presso la chiesa di S.Chiara , dove fu adagiata per la prima volta nel 1875, è stata portata in processione per le principali vie del paese sino alla Chiesa Matrice.

Il corteo religioso è ripartito, il giorno seguente, dalla stessa ,con lo scopo di riconsegnare la statua al “nido d’origine”, non prima, però, di averle fatto attraversare la piazza, dove dalla cassa armonica, la banda ha eseguito l’Ave o Maria di Schubert.

Il culto per la Madonna del Carmine è particolarmente sentito nella nostra comunità paesana, basti pensare che abbiamo due splendide rappresentazioni pittoriche della Madonna, ci riferiamo alla tela ad olio dipinta da Donato Conversi nel 1722, presente nella Chiesa dei Riformati di San Giovanni Battista, ed al dipinto insito nella nevata destra della Chiesa Matrice. La devozione a Maria nel Carmelo - legata alla storia e ai valori spirituale dell'Ordine dei "frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo" (Carmelitani) - è espressa mediante lo "Scapolare del Carmine" - ed è una delle devozioni più amate tra il popolo di Dio. La grande diffusione sembra doversi ricondurre alla tradizione di una visione della Madonna, documentata almeno alla fine del XIV secolo.

È una devozione antica, che, tuttavia, conserva tutta la sua validità, se compresa e vissuta nei suoi valori autentici, quei valori che oggi sembrano essere sempre più soppiantati. La festa della Madonna del Carmine rappresenta per gli ormai “grandi” turesi un occasione per riversarsi per le strade cittadine, per ammirare le luminarie, anche quest'anno allestite dalla pluripremiata ditta “Faniuolo”, guardare la tradizionale processione e passeggiare magari in compagnia di parenti ed amici. Mentre, per gran parte della gioventù, questa festa sembra ormai “superata”, caduta nel dimenticatoio o inghiottita dalla progressiva evoluzione scientifica e tecnologica, a giudicare dall’utenza che animava i festeggiamenti in queste serate.

“Non è più la festa di una volta – afferma una signora – è diventata una festa per noi “anziani”, i giovani che fine hanno fatto? E pensare che fino a pochi anni fa questa festa estiva era una delle poche occasioni di divertimento, in cui poter stringere nuove amicizie e magari conoscere la dolce metà. Ricordo ancor oggi, l’entusiasmo ed il sentimento che ci preparavano alla festa. E’ inutile sono i bei tempi andati.”

Queste parole affiorano spesso sulle labbra di gente anziana, come sulla soglia di stanze chiuse, stimolate da una ricorrenza che in passato riuniva ed accumunava, una festa che dovrebbe essere un puzzle senza fine, cruciale per la storia e l’autentica identità del nostro paese.

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