Venerdì 16 Novembre 2018
   
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BASTA POCO PER USCIRE DALLA PALUDE

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Ci siamo concessi una settimana di riposo. Qualcuno avrà pensato che le ciliegie erano tante e che non valeva la pena perdere tempo a scrivere. Invece è successo un episodio che non ci ha permesso di continuare la nostra rubrica. Infatti dovevamo ripercorrere gli anni dell’amministrazione con sindaco Menino Coppi 1993/97 ma l’ex sindaco, dopo aver concordato tutto, con una telefonata ha ritenuto saltare l’ostacolo dichiarando “mi rendo conto che la mia amministrazione per lo sport non ha adottato alcun provvedimento mi spiace”.

Bene, viva la sincerità e andiamo avanti. Dal 1997 al 2002 è stata sindaco di Turi la dott.ssa Michelina Stefanachi, - amministrazione di centro destra – assessore allo sport Vito Totaro.

A seguito della “per lo sport non ci siamo adoperati per migliorare le strutture e non abbiamo ritenuto organizzare eventi” dichiarazione dell’ex sindaco Menino Coppi, voi e tu in particolare come avete operato ?

“Lo sport bisogna viverlo e amarlo, se non c’è passione non si può improvvisare. Per questo i problemi legati allo sport sono stati sempre snobbati e spesso diventano un peso per le amministrazioni. Sulle scelte di altre amministrazioni di non organizzare eventi saranno state certamente scelte politiche. Personalmente nell’organizzare eventi avevo una veduta diversa e se lei ricorda, l’Amministrazione Stefanachi fece uno sforzo notevole. Con una variazione di bilancio riuscimmo a recuperare i fondi necessari per sostenere le spese relativamente a 15 ragazzi, per farli partecipare ad un torneo internazionale a Debrecen (Ungheria). Questi ragazzi rappresentavano il nostro comune in ambito internazionale e con una certa rilevanza sulla stampa ungherese come dimostrano i quotidiani che conservo gelosamente. In questa amministrazione avevo chiesto la delega allo sport però altri miei colleghi avevano la stessa ambizione e allora ho preferito cimentarmi in altro”.

Continua la polemica per i famosi fari al campo sportivo, è stato un tuo capriccio o ritenevi che fosse una necessità?

“I fari del campo sportivo non sono stati un capriccio, non si possono spendere i soldi della cosa pubblica per capriccio, questo è quello che ha voluto far dimostrare qualcuno ritenendo quella un’opera inutile. Per quanto inutile un lavoro appaltato finito e pagato bisognava renderlo funzionante. Tanti anni di abbandono hanno prodotto dei danni notevoli che non hanno permesso ancora di renderlo funzionante, però in questo vi è l’impegno del dott. Palasciano delegato allo sport, che, in concomitanza con i lavori della sistemazione del campo di calcio, ha promesso il suo impegno a risolvere anche questo problema. Chi è addetto ai lavori chi ama e chi pratica lo sport, chi si muove in quell’ambiente, capisce l’importanza dell’opera e la sua finalità. Capisce che tutto ciò permetteva ad altre società, di notevole peso sportivo, di poter utilizzare il campo sportivo con un effetto mediatico per il nostro comune e con la possibilità di utilizzare il campo sportivo anche di sera, per i ragazzi che hanno voglia di praticare lì attività sportiva, senza trascurare l’utilizzo della pista podistica, soprattutto a livello amatoriale. Per le società stesse che partecipano ai campionati dilettanti, che hanno atleti che sono studenti e lavoratori e quindi condizionati dagli orari. Queste sono alcune motivazioni, considerando che era l’unico campo di calcio della nostra zona a non essere illuminato. Ma senza polemica alcuna a proposito di opera inutile mi sono sempre posto una domanda: Perché furono spesi dei soldi a sistemare gli spogliatoi del campo di calcio senza prevedere la sistemazione del campo? Si sono spesi dei soldi per abbandonarli e ora bisogna intervenire per renderli agibili. Capite che questa amministrazione ha trovato gli impianti sportivi abbandonati e senza gestione. Completamente chiusi considerando che per far ripartire il tutto c’è bisogno di tempo per programmare e di denaro per sistemare facendo i conti dovuti con la burocrazia”.

 

Perché nel vostro programma,
Sindaco Stefanachi, non
era previsto il palazzetto dello
sport.
“Sulla vicenda del palazzetto
per definirla devono parlare le
carte, visto che ne sento di tutti
i colori e tutti hanno contribuito
alla realizzazione della struttura.
Io penso che comunque è un
bene che ci sia e bravo a chi gli
è venuta l’idea, così non si offende
nessuno visto che in tanti
si fanno promotori. Per quanto
mi risulta e con documenti alla
mano, che le consegno in copia,
la storia comincia nel 2000 che
con delibera di Giunta Comunale
n.183 del 20/10 (Adozione
del programma triennale delle
opere pubbliche) ove fu prevista
la realizzazione di una palestra
funzionale con una stima
del costo complessivo di Lire
2.600.000.000 (Duemiliardiseicentomilioni).
Con delibera di Giunta Comunale
n. 41 del 23/02/2001,
fu approvato il progetto preliminare
dell’importo di Lire
2.000.000.000 (Duemiliardi)
con un importo netto dei lavori
di Lire 1.620.000.000 (Unmiliardoseicentoventimilioni);
Con delibera di Giunta Comunale
n. 121 del 25/05/2001 furono
affidati gli incarichi di progettazione:
- Opere murarie all’Ufficio Tecnico
Comunale;
- Impianto idrico ed elettrico
all’Ing. Giovanni Marinelli;
- Impianto termico all’Ing. Maria
D’Ambruoso.
Con delibera n.123 del
25/05/2001 (stessa seduta di
giunta) fu affidato l’incarico di
Coordinatore in base di progettazione
all’ Ing. Natale Gianluca.
Opera da finanziare con muto
da contrarre con la Cassa Depositi
e Prestiti.
Capisco la sua domanda provocatoria
ma è giusto far chiarezza
per amore della verità e spero di
aver contribuito a chiarire qualche
aspetto di questa vicenda.
Ma infine concludo che chiunque
ha contribuito alla realizzazione
della palestra polifunzionale
è meritevole di lode per
un’opera così importante”.
Da giovane eri calciatore, pallavolista,
segretario dell’U.S.
Turi, presidente della società
Turium, è stato facile essere delegato
allo sport?
“Per me sicuramente si, in
quanto tutte quelle esperienze,
anche a livello agonistico,
hanno dato a me la possibilità
di conoscere meglio le problematiche
che ruotano intorno
alla pratica sportiva e alle difficoltà
delle società. Non a caso,
quando ero assessore allo sport
cercavo di venir incontro alle
società sportive presenti con
contributi elargiti a secondo del
livello di appartenenza e con la
preoccupazione di aver impianti
efficienti. Memorabile fu la battaglia
civile per ottenere l’utilizzo
della palestra dell’I.T.C. di
Turi per consentire alla squadra
di pallavolo di iscriversi al campionato”.
Perché la delega allo sport o
l’assessorato allo sport con Gigantelli
non ti è stata affidata?
“Avevo chiesto questa delega,
consapevole delle notevoli difficoltà
presenti, ma la politica
ha le sue regole e le sue logiche.
Spesso prevalgono i numeri e
non le esperienze e competenze,
e poi volevo cimentarmi con
altre problematiche”.
Il Calcio, malato cronico turese,
perché?
“Il calcio, in particolare, riflette
gli usi e i costumi del nostro paese,
la nostra cultura. Come nella
politica, non ho mai creduto
agli individuali, nella mia natura
e nella mia educazione civica
sono scolpiti la collegialità e
questo è difficile se si pensa di
mettere insieme un po’ di gente
per creare una classe dirigente
che possa gestire tali eventi.
Se poi aggiungiamo la carenza
degli impianti e l’inefficienza di
quelli esistenti credo che la risposta
sia tutta qui”.
Per concludere cosa ti rimproveri
di non aver potuto fare per
migliorare lo sport a Turi?
“Sicuramente le cose da fare
erano e sono tante. Ho cercato
di dare il meglio contribuendo
all’organizzazione di eventi,
contribuendo con l’allora amministrazione
alla sistemazione
delle palestre scolastiche ma
soprattutto era importante il
dialogo avviato con tutte le società
sportive che erano tante,
senza far mancare la presenze al
loro fianco, pronti ad affrontare
insieme le difficoltà. Ma ho un
vero rammarico, quello di non
aver contribuito alla creazione
di una fondazione dedicate al
nostro Mago di Turi “Oronzo
Pugliese”, ma ne parlerò con il
dott. Palasciano delegato allo
sport che, ad onor del vero, sta
prendendo a cuore tutto ciò che
ruota intorno al mondo dello
sport. Quindi sarebbe opportuno
sentire lui a tal proposito.
Comunque concludo con una
considerazione personale a tutti
gli addetti ai lavori: i problemi
della gente, e non solo per lo
sport, non sono mai stati risolti
da una persona, ma da un gruppo
dirigente se lavora in armonia.
La vera politica è questa”.
L’intervista a Vito Totaro pensavo
fosse, nelle risposte, più
aggressiva, ma il suo modo di
essere pacato, tranquillo, lo ha
tenuto lontano lontano dalle
polemiche. Si è difeso sui fari
al campo sportivo, ma ci fa riflettere
quando ammette che “si
sistemano gli spogliatoi senza
pensare al terreno di gioco”.
“Tanti anni di abbandono hanno
prodotto danni notevoli”.
“L’Amministrazione Stefanachi
ha trovato gli impianti sportivi
abbandonati, completamente
chiusi”. A queste sue riflessioni
risponderemo a chiusura delle
interviste ai restanti due assessori
allo sport: Alberto Lenato e
Piero Palasciano.

Perché nel vostro programma, Sindaco Stefanachi, non era previsto il palazzetto dello sport.

“Sulla vicenda del palazzetto per definirla devono parlare le carte, visto che ne sento di tutti i colori e tutti hanno contribuito alla realizzazione della struttura. Io penso che comunque è un bene che ci sia e bravo a chi gli è venuta l’idea, così non si offende nessuno visto che in tanti si fanno promotori. Per quanto mi risulta e con documenti alla mano, che le consegno in copia, la storia comincia nel 2000 che con delibera di Giunta Comunale n.183 del 20/10 (Adozione del programma triennale delle opere pubbliche) ove fu prevista la realizzazione di una palestra funzionale con una stima del costo complessivo di Lire 2.600.000.000 (Duemiliardiseicentomilioni). Con delibera di Giunta Comunale n. 41 del 23/02/2001, fu approvato il progetto preliminare dell’importo di Lire 2.000.000.000 (Duemiliardi) con un importo netto dei lavori di Lire 1.620.000.000 (Unmiliardoseicentoventimilioni); Con delibera di Giunta Comunale n. 121 del 25/05/2001 furono affidati gli incarichi di progettazione:

- Opere murarie all’Ufficio Tecnico Comunale;

- Impianto idrico ed elettrico all’Ing. Giovanni Marinelli;

- Impianto termico all’Ing. Maria D’Ambruoso.

Con delibera n.123 del 25/05/2001 (stessa seduta di giunta) fu affidato l’incarico di Coordinatore in base di progettazione all’ Ing. Natale Gianluca. Opera da finanziare con muto da contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti. Capisco la sua domanda provocatoria ma è giusto far chiarezza per amore della verità e spero di aver contribuito a chiarire qualche aspetto di questa vicenda. Ma infine concludo che chiunque ha contribuito alla realizzazione della palestra polifunzionale è meritevole di lode per un’opera così importante”.

Da giovane eri calciatore, pallavolista, segretario dell’U.S. Turi, presidente della società Turium, è stato facile essere delegato allo sport?

“Per me sicuramente si, in quanto tutte quelle esperienze, anche a livello agonistico, hanno dato a me la possibilità di conoscere meglio le problematiche che ruotano intorno alla pratica sportiva e alle difficoltà delle società. Non a caso, quando ero assessore allo sport cercavo di venir incontro alle società sportive presenti con contributi elargiti a secondo del livello di appartenenza e con la preoccupazione di aver impianti efficienti. Memorabile fu la battaglia civile per ottenere l’utilizzo della palestra dell’I.T.C. di Turi per consentire alla squadra di pallavolo di iscriversi al campionato”.

Perché la delega allo sport o l’assessorato allo sport con Gigantelli non ti è stata affidata?

“Avevo chiesto questa delega, consapevole delle notevoli difficoltà presenti, ma la politica ha le sue regole e le sue logiche. Spesso prevalgono i numeri e non le esperienze e competenze, e poi volevo cimentarmi con altre problematiche”.

Il Calcio, malato cronico turese, perché?

“Il calcio, in particolare, riflette gli usi e i costumi del nostro paese, la nostra cultura. Come nellapolitica, non ho mai creduto agli individuali, nella mia natura e nella mia educazione civica sono scolpiti la collegialità e questo è difficile se si pensa di mettere insieme un po’ di gente per creare una classe dirigente che possa gestire tali eventi. Se poi aggiungiamo la carenza degli impianti e l’inefficienza di quelli esistenti credo che la risposta sia tutta qui”.

Per concludere cosa ti rimproveri di non aver potuto fare per migliorare lo sport a Turi?

“Sicuramente le cose da fare erano e sono tante. Ho cercato di dare il meglio contribuendo all’organizzazione di eventi, contribuendo con l’allora amministrazione alla sistemazione delle palestre scolastiche ma soprattutto era importante il dialogo avviato con tutte le società sportive che erano tante, senza far mancare la presenze al loro fianco, pronti ad affrontare insieme le difficoltà. Ma ho un vero rammarico, quello di non aver contribuito alla creazione di una fondazione dedicate al nostro Mago di Turi “Oronzo Pugliese”, ma ne parlerò con il dott. Palasciano delegato allo sport che, ad onor del vero, sta prendendo a cuore tutto ciò che ruota intorno al mondo dello sport. Quindi sarebbe opportuno sentire lui a tal proposito. Comunque concludo con una considerazione personale a tutti gli addetti ai lavori: i problemi della gente, e non solo per lo sport, non sono mai stati risolti da una persona, ma da un gruppo dirigente se lavora in armonia. La vera politica è questa”.

L’intervista a Vito Totaro pensavo fosse, nelle risposte, più aggressiva, ma il suo modo di essere pacato, tranquillo, lo ha tenuto lontano lontano dalle polemiche. Si è difeso sui fari al campo sportivo, ma ci fa riflettere quando ammette che “si sistemano gli spogliatoi senza pensare al terreno di gioco”. “Tanti anni di abbandono hanno prodotto danni notevoli”. “L’Amministrazione Stefanachi mha trovato gli impianti sportivi abbandonati, completamente chiusi”. A queste sue riflessioni risponderemo a chiusura delle interviste ai restanti due assessori allo sport: Alberto Lenato e Piero Palasciano.

 

 

 

Commenti  

 
Vito Totaro
#8 Vito Totaro 2011-07-09 00:08
Rispondo a Sofia Jiunior e prima mi complimento per le riflessioni fatte pacate e costruttive, però non ricordo quell'evento che tu dici in quanto non ero più assessore, ma se hai dei riscontri non posso contraddirti. Però oltre le prove sulla funzionalità voglio dirti che quei fari vanno gestiti a seconda della situazione cioè per esempio quando si usano per allenarsi si può accendere anche una lampada per traliccio e vedi che il consumo è molto inferiore.Pertanto vanno accesi tutti insieme solo per le gare ufficiali. Quindi gestiti bene le spese sono inferiori se si pensa che per allenarsi di sera bisogna affittare un campo fuori paese e con le spese di rimborso di viaggio e con le difficoltà a trovare le macchine per accompagnare gli atleti. Ecco perchè dico che chi ha vissuto questi momenti capisce e conosce tutte le difficoltà che ruotano intorno al mondo dello sport in particolar modo a quello agonistico.
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Sofia junior
#7 Sofia junior 2011-07-08 12:31
No, Vito, concentrati e ricorderai anke tu, soprattutto tu, ke almeno x una sera quei fari furono accesi. Ci sono le foto di quell'evento eccezionale. Diciamocelo francamente: pagando la bolletta Enel (si diceva 5 milioni di lire, se ben ricordo) si capì che la spesa non valeva la candela. Ecco lo spreco prof. Nino. Indaga su questo, se vuoi dare una completa informazione :sigh:
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Maia
#6 Maia 2011-07-08 00:06
Anonimo il caro Domenico come lo chiami tu se fa i comizi non è in campagna elettorale anche lui? Non nascondiamoci nelle apparenze.
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anonimo
#5 anonimo 2011-06-29 00:34
Caro Domenico..siamo in campagna elettorale!!
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Vito Totaro
#4 Vito Totaro 2011-06-28 22:54
Voglio dire a luci a san siro che i fari sono costati 250 milioni e non 600. Per il resto rispetto il tuo pensiero ed è leggittimo dire che non servono almeno sino a quando non andranno in funzione, perchè quando accadrà ti ricrderai.
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luci a san siro
#3 luci a san siro 2011-06-27 18:17
quei fari non servono a nessuno. Ogni tanto bisogna assumersi le proprie responsabiltà e dire "Ho sbagliato". Quei fari sono costati se non ricordo male, ben 600 milioni di lire, un'enormità per un campo del genere. Poi il fatto che quei fari non sono mai stati accesi, è la dimostrazione dello spreco che si è fatto.
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Domenico Coppi
#2 Domenico Coppi 2011-06-27 17:44
Mi dispiace, non credevo che il Prof. Marotti fosse così scorretto. Talvolta l'esposizione mediatica fa brutti scherzi. Andiamo ai fatti: io non ho mai dichiarato che l'Amministrazione da me presieduta non prese mai provvedimenti in ambito sportivo. Il virgolettato: "per lo sport non ci siamo adoperati per migliorare le strutture e non abbiamo ritenuto organizzare eventi" è un falso, una pura invenzione del Prof. Marotti. Io ho solo rifiutato di rispondere alle domande dell'articolista, ritenendo assolutamente inutile stare continuamente a parlare del passato, rischiando di dire cose trite e ritrite. Penso che abbiamo la necessità, per il bene della nostra comunità, di progettare il futuro, basandoci sui dati di fatto attuali. Con molta concretezza ed evitando di fare demagogia e stucchevoli autocelebrazioni. Grazie. Menino Coppi
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Ruby
#1 Ruby 2011-06-27 14:27
E questa amministrazione per tenere corretamente la via non fa altro che niente.Nulla. Il buio più totale.
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