Lunedì 19 Novembre 2018
   
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DISAGI ALL’UFFICIO POSTALE: SETTIMANA DI CODE

POSTA

 

File interminabili, attese che si sono prolungate anche per qualche ora e la frase che nessun utente vorrebbe mai sentirsi dire: “Il servizio è nuovamente fuori uso!”.
È quanto dalla scorsa settimana noi turesi, come nel resto d’Italia, stiamo ascoltando nei nostri Uffici Postali. Riuscire a pagare le proprie tasse, come ritirare soldi o eseguire i regolari servizi è divenuto un colpo di fortuna. Dalla scorsa settimana, infatti, improvvisamente, come ci racconta un operatore di sportello, il servizio va via e tutta l’attività è bloccata. “La sua ripresa – commenta ad una nostra domanda – non è definibile. Ci sono giorni in cui tutto torna a funzionare regolarmente e giorni in cui il servizio va a singhiozzo”. “Purtroppo – aggiunge – noi non possiamo farci nulla, perché è un problema che sta interessando gli Uffici Postali a livello nazionale e dobbiamo solo incrociare le dita che tutto si sistemi nel più breve tempo possibile”.
Crescente è il disagio provocato alla cittadinanza, che non manca di irritarsi e di ampliare il problema con atteggiamenti che rasentano la correttezza. Insulti misti ad atteggiamenti di prepotenza nei confronti di chi attende il proprio turno o è impossibilitato a svolgere il proprio lavoro. Proteste su proteste, ognuno cerca di far sentire la propria voce, la propria ragione, intessendo lamentele che vanno dal mancato arrivo della corrispondenza all’impossibilità di essere regolari con i pagamenti.
Dall’Ente Poste, una ventata positiva è stata lanciata all’inizio di questa settimana: “Tutto è stato aggiustato: il sistema informatico rimesso a punto e l’allineamento avvenuto (ovvero la sistemazione dei dati delle transazioni effettuate, quelle che si è riusciti comunque a fare tra giovedì e sabato). Tutta la forza lavoro sarà al suo posto e ogni ufficio postale riceverà una nota per sapere cosa fare, per esempio prolungare l’apertura dello sportello se ce ne fosse necessità”.
Non dello stesso parere i rappresentanti di Federconsumatori che, alle parole del portavoce di Poste Italiane commenta: “Proprio un bel niente”, e, insieme ad altre associazioni di consumatori come Aduc e Adusbef studia azioni di risarcimento per chi ha subito danni, minacciando anche una class action. «Era già da qualche settimana che gli utenti si lamentavano di lentezze e disagi alle Poste. La settimana scorsa è successo un disastro, un crollo incredibile e le scuse non bastano. Come pure le rassicurazioni che tutto è tornato a posto”. Le scene dei giorni scorsi tuttavia non sono facili da dimenticare e la gente non ha mandato giù facilmente l’apocalisse telematica. È accaduto che ha mal funzionato un software nuovo sui sistemi centrali Ibm sui quali si appoggiano le attività degli uffici postali, un software che dovrebbe velocizzare e facilitare le attività dell’impiegato al computer. Una persona su due non è riuscita a fare nulla alla Posta in quei giorni e dopo ore di attesa se n’è dovuta tornare a casa.

 

File interminabili, attese che si sono prolungate anche per qualche ora e la frase che nessun utente vorrebbe mai sentirsi dire: “Il servizio è nuovamente fuori uso!”.

È quanto dalla scorsa settimana noi turesi, come nel resto d’Italia, stiamo ascoltando nei nostri Uffici Postali. Riuscire a pagare le proprie tasse, come ritirare soldi o eseguire i regolari servizi è divenuto un colpo di fortuna. Dalla scorsa settimana, infatti, improvvisamente, come ci racconta un operatore di sportello, il servizio va via e tutta l’attività è bloccata. “La sua ripresa – commenta ad una nostra domanda – non è definibile. Ci sono giorni in cui tutto torna a funzionare regolarmente e giorni in cui il servizio va a singhiozzo”. “Purtroppo – aggiunge – noi non possiamo farci nulla, perché è un problema che sta interessando gli Uffici Postali a livello nazionale e dobbiamo solo incrociare le dita che tutto si sistemi nel più breve tempo possibile”.

Crescente è il disagio provocato alla cittadinanza, che non manca di irritarsi e di ampliare il problema con atteggiamenti che rasentano la correttezza. Insulti misti ad atteggiamenti di prepotenza nei confronti di chi attende il proprio turno o è impossibilitato a svolgere il proprio lavoro. Proteste su proteste, ognuno cerca di far sentire la propria voce, la propria ragione, intessendo lamentele che vanno dal mancato arrivo della corrispondenza all’impossibilità di essere regolari con i pagamenti.

Dall’Ente Poste, una ventata positiva è stata lanciata all’inizio di questa settimana: “Tutto è stato aggiustato: il sistema informatico rimesso a punto e l’allineamento avvenuto (ovvero la sistemazione dei dati delle transazioni effettuate, quelle che si è riusciti comunque a fare tra giovedì e sabato). Tutta la forza lavoro sarà al suo posto e ogni ufficio postale riceverà una nota per sapere cosa fare, per esempio prolungare l’apertura dello sportello se ce ne fosse necessità”.

Non dello stesso parere i rappresentanti di Federconsumatori che, alle parole del portavoce di Poste Italiane commenta: “Proprio un bel niente”, e, insieme ad altre associazioni di consumatori come Aduc e Adusbef studia azioni di risarcimento per chi ha subito danni, minacciando anche una class action. «Era già da qualche settimana che gli utenti si lamentavano di lentezze e disagi alle Poste. La settimana scorsa è successo un disastro, un crollo incredibile e le scuse non bastano. Come pure le rassicurazioni che tutto è tornato a posto”. Le scene dei giorni scorsi tuttavia non sono facili da dimenticare e la gente non ha mandato giù facilmente l’apocalisse telematica. È accaduto che ha mal funzionato un software nuovo sui sistemi centrali Ibm sui quali si appoggiano le attività degli uffici postali, un software che dovrebbe velocizzare e facilitare le attività dell’impiegato al computer. Una persona su due non è riuscita a fare nulla alla Posta in quei giorni e dopo ore di attesa se n’è dovuta tornare a casa.

 

 

Commenti  

 
Bersek
#1 Bersek 2011-06-14 18:53
La Posta e'andata in tilt in tutta Italia e cari concittadini non oso immaginare il caos nell'uffico postale di Turi dove gia' il servizio e' pessimo e' i disagi che le Poste rendono ai cittadini non sono nenche paragonabili ai paesi del terzo mondo.
I nostri politici dovrebbero fare la voce grossa nei confronti dei dirigenti postali per ottenere almeno un servizio al cittadino che si possa definire civile.
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