Lunedì 19 Novembre 2018
   
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CILIEGIA FERROVIA. L’ORIGINE DI UN NOME!

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Un salto nel passato, emozione e ricordi, nelle parole del Cav. Giovanni Simone, incontrato in questi giorni nell’ortofrutticola che porta il suo nome.

 

Un impegno profuso nel corso della sua vita, speso nel valorizzare e portare  in alto il nome di un prodotto che è sinonimo della nostra terra, del nostro paese, dei nostri genitori.

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“La Ciliegia Ferrovia, si dovrebbe chiamare Ciliegia Ferrovia di Turi”. Così inizia a raccontare il signor Simone che, forte dei suoi ottantanni di ricordi, ci immerge in un salto nel passato della nostra cittadina e della nostra tradizione.

 

Fino agli anni ‘40, esistevano nel nostro paese 4 o 5 varietà di ciliegie: la Ruvo, la Testa di Serpe, la Limone, la Masciarola e la Zucchero, alle quali, dopo pochi anni, si associò la varietà Forlì, che in quell’epoca fu una grande novità.

“Tra la fine degli anni ‘40 e gli inizi ‘50, quando il mercato si teneva sulla piazzetta vicino alla chiesa di San Giovanni e le persone portavano le ciliegie nei cesti e sulle spalle, mio padre, il mediatore Vito Simone, ebbe modo di conoscere un produttore che portò con sé una ciliegia grossa e dura. Era un tale Matteo Di Venere. Nessuno conosceva il nome di questa varietà, ma subito ci si accorse che le sue caratteristiche, resistenza e bontà, la rendevano adatta al trasporto per i mercati del barese. Non essendoci camion o altri mezzi,la ciliegia fu trasportata con il treno, che all’epoca era definito in gergo semplicemente ‘ferrovia’.

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Nell’anno successivo il signor Di Venere si ripresentò con la stessa varietà di ciliegia, ancora non conosciuta, ma distinta dalle altre perché trasportata l’anno precedente attraverso la ‘ferrovia’”. E così si andò avanti negli anni seguenti, fino a quando fu scoperta e anche tra gli altri agricoltori si diffuse la coltivazione di questo albero da frutto che, inizialmente, nacque in maniera spontanea.

 

Sarebbe così naturale , continua il sig. Simone, che anche la ciliegia Ferrovia prendesse il nome del paese di provenienza. “Sono conosciute una serie di varietà di ciliegie come la Nera di Vignola, la Mora di Cazzano, la Dura di Verona, la Maiatica di Napoli, la Marostica di Marostica. Perché non dobbiamo dire la Ferrovia di Turi? Ogni ciliegia associa il suo nome alla città di origine, quindi dovremmo anche noi avere una distinzione ed un riconoscimento della varietà di ciliegia che è nata a Turi”.

Da Turi, ci racconta ancora il Cavaliere, la ciliegia si è diffusa nel territorio circostante: da Conversano e Casamassima, a Sammichele, Castellana Grotte, fino a Gioia del Colle. “Negli anni ‘60 circa, - prosegue ancora - la nostra zona venne invasa dai produttori del nord barese, come i biscegliesi che, grazie ad agevolazioni regionali, hanno potuto creare ettari di terreni ai quali noi abbiamo dato delle marze di ciliegie da innestare. Oggi, però, è più conosciuta la ciliegia di Bisceglie, che quella turese”.

“Piccoli riconoscimenti, però, sono stati a noi conferiti durante le esportazioni e soprattutto in Germania che ha paragonato le nostre ciliegie alla loro Mercedes. La Ferrovia è una cosa speciale, da valorizzare e sponsorizzare come prodotto di Turi”.

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Nonostante questa origine, qualche esperto e studioso, come ci mostra il nostro cittadino i dottori Codini e Luglio, hanno sostenuto che la ciliegia Ferrovia è nata in Germania. “Ma io posso sostenere che la Germania non conosceva questa varietà. L’hanno provata grazie alle nostre esportazioni. Condivido con loro che il territorio tedesco disponeva di altre varietà di ciliegie, ma sicuramente non erano la Ferrovia”.

 

Turi, commenta amareggiato Giovanni Simone, non è in grado di riconoscere la propria ciliegia, di valorizzarla e sostenerla, non solo all’estero, ma soprattutto in Italia. La Puglia e la provincia di Bari, sono i maggiori produttori ed esportatori di questo prodotto, ma la nostra ciliegia non è riconosciuta.

“Grande orgoglio per me e la famiglia Simone è stato l’affetto che il Beato papa Giovanni Paolo II ci riversava. Dal 1993 al 2005 siamo sempre stati ricevuti da lui che accoglieva noi, e la nostra ciliegia Ferrovia, sempre con gioia” – ha raccontato in un misto di orgoglio e di commozione il signor Simone che aggiunge: “riconoscimenti verso la nostra ciliegia sono giunti dal Belgio, dal Venezuela, ma non dalla nostra stessa terra”.

Quindi punta il dito sulla politica, che spesso non aiuta e non fornisce il giusto supporto ai prodotti locali. “Durante questi anni, ritengo che solo l’ex sindaco De Grisantis si sia interessato e sia stato vicino alla questione cerasicola, propagandando la ciliegia. Tutte le altre amministrazioni e le associazioni, hanno solo trascurato gli interessi di valorizzazione del nostro prodotto e tutto il lavoro e il sacrificio fatto da noi per far conoscere la nostra ciliegia, è stato vanificato”.

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“Il nostro mercato è ricco di ciliegie Turche, Spagnole e di altri Paesi – aggiunge amaramente il cavaliere -che determinano un basso costo del nostro prodotto. Tutto questo è dipeso anche dalla mancanza di unione, dalla concorrenza tra noi stessi che ci porta a non essere competitivi sul mercato e farci superare da altre ciliegie, da altre città, con un prodotto che nulla ha a che fare con il nostro”.

“Vorrei che dopo questi anni, come figlio del mediatore che ha riconosciuto questa nuova ciliegia ‘ Ferrovia’ e come produttore che si è impegnato nel far divulgare la ciliegia turese in tutto il mondo, associando il proprio nome alla “Ciliegia Ferrovia di Turi”, mi fosse riconosciuto questo impegno”.

Al termine della nostra chiacchierata, il signor Giovanni Simone ci ha lasciati con un’altra curiosità: “esistevano ben 12 varietà di Bigarreau, di cui la migliore qualità era la Moreau. Questa varietà di ciliegia è originaria della Romagna, importata nella nostra zona nei primi anni della Cooperativa di Turi. Allora, intorno agli anni ‘70 c’era un presidente che dal nord portò degli innesti di Bigarreau. Il presidente si tenne per lui la qualità Moreau, mentre distribuì a tutti gli altri la qualità Burlat, poi diffusa in tutto il paese”.

Commenti  

 
Elio
#21 Elio 2013-06-16 12:03
Preg.mo Cav.Simone mi trova pienamente solidale con le riflessioni che Lei palesa nel sito.
Sono Veronese,figlio di Agricoltori,mio padre fu classificato I° ai prelittoriali del lavoro a Roma.A quei tempi i prodotti e le eccellenze agricole erano più valorizzate perchè c'era chi amava l'Italia e con essa gli Italiani che lavoravano e si impegnavano.Ora abbiamo una pletora di incapaci e ladroni che tengono in considerazione solo il loro egoprofitto s il partito.Non pensando che l'Agricoltura ci sfama e le eccellenze sono la carta di Identità di un paese.Fate bene a difendere le vostre,in Italia sono tante di questa tipologia che sono lasciate in cantina.E' per questo che non ci apprezzano all'estero.Auguri
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B.Elefante
#20 B.Elefante 2013-06-09 21:38
non mi riferisco ai produttori di bisceglie, ma a a quelli che gestiscono lo pseudo consorzio, che poi sono gli stessi della coldiretti e del GAL e del distretto rurale, parassiti di mestiere...
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B.Elefante
#19 B.Elefante 2013-06-09 21:37
Anna se citiamo i primi premi assegnatici non è per dire che la nostra è migliore di quella di Conversano, ma solo per documentare che esiste una specificità riconoscibile, che è presupposto per ottenere una denominazione da tutelare.
Nostro obiettivo è consentire ai consumatori di individuare e scegliere il nostro prodotto, ma similmente difendiamo al contempo altrettanto diritto per la ferrovia di conversano(se ha il requisito storico del nome necessario all'ottenimento della denominazione protetta), nè ci opporremmo mai alla concessione di un tale marchio a ciliegie di altri comuni. Proprio perchè i marchi specifici e ben individuabili dai consumatori e ben tutelabili dai locali produttori impediscono alla grande distribuzione di invadere i mercati ed i consumatori con falsi marchi da lei stessa creati che nascondono la reale provenienza dei prodotti in modo che la gdo possa propinare quel che lei vuole, e non quel che i consumatori potrebbero richiedere qualora fossero in grado di individualizzare i diversi prodotti tipici.
Solo la totale ignoranza, mista a malafede, dei politici ha potuto prospettare la nostra iniziativa come in contrasto con interessi di altre comunità di produttori di ciliegie. In contrasto lo era e lo è, ma con i loro interessi parassitari di usare i falsi marchi per attingere a finanziamenti e gestire ruberie in danno dei produttori tutti(tipo consorzio di bonifica per intenderci, quello è l'obiettivo dei miserabili di bisceglie.
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R.Glasgow
#18 R.Glasgow 2013-06-09 12:10
Tra qualche anno non ci saranno più ciliegie,già quest'anno erano pochissime e superpompate (la gente se ne accorge,idioti).
Pompatevi il veleno addosso,coglioni. Non è invidia...E' GIUSTIZIA...vi avvelenate con le vostre stesse mani.
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Anna41196
#17 Anna41196 2013-06-08 23:04
Senza dubbio la ciliegia ferrovia piu buona è quella di Conversano poi Turi
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gennylo
#16 gennylo 2012-02-15 19:32
salve volevo chiedervi se è possibile trovare ramidi testa di serpe , per farequaklche innesto nella mia campagna ?
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signorisinasce
#15 signorisinasce 2011-06-23 18:03
nell'articolo, se lo hai letto, si parla di anni '40..quando fu associato il nome ferrovia (quale mezzo di trasporto più indicato) al prodotto per le sue qualità, etc etc....gli anni 70 seguirono dopo 30 anni e tutti i sistemi per guadagnare fanno storia a parte! l'articolo è l'origine di un nome, se gli occhi non mi ingannano....designer del DOP...non capisco!perdonami
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Sofia junior
#14 Sofia junior 2011-06-19 23:26
approfittiamo di questo spazio x capirci. Purtroppo se ne parlerà sistematicamente tra un anno, come da anni e puntualmente in fuori gioco. Vi risulta la presenza in Senato (parliamo di cassetti del dimenticatoio)di un disegno di legge sulla Ciliegia Ferrovia presentata dal senatore Coppi, in cui si parla della specificità del nostro terreno agricolo addirittura? A riprova di ciò basta la testimonianza di un coltivatore agricolo turese che al Ministero dell' Agricoltura (Roma) specificava, da contadino vero, quale differenza organolettica trovava tra le SUE ciliege raccolte nei diversi siti zonali agricoli(La difesa, Lama rossa, Marchione, Canale ecc. tanto x capirci). Informatevi come ho fatto io, basta un contatto telefonico per risalire alla verità dei fatti. Tra l'altro ti dò una chiave di lettura sul marchio della D.O.P. Ciliegia Ferovia di Turi, rilevatami dal suo designer, memore dei notevoli ritardi ferroviari dovuti alla precedenza da dare ai vagoni frigorifero che partivano da Turi ed erano carichi di ciliege e ghiaccio proveniente da Polignano. Erano gli anni settanta, tanto per capirci, conosceva a pieno l'origine del nome commerciale dato alla nostra CILIEGIA caro "signoresinasce". :zzz
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Biagio E.
#13 Biagio E. 2011-06-19 15:54
continuazione:
6)Dire l'unione fa la forza per le denominazioni è come dire "la distruzione fa la forza".
La denominazione è aspetto diverso dalla commercializzazione; la stessa(certo auspicabile) catena di distribuzione diretta, a cosiddetta filiera quanto più corta possibile, cioè dal produttore al consumatore, può ben distribuire più varietà di ciliegie, ed ognunma ben individuata riconoscibile, e soprattutto ri-richiedibile da chi la mangia e la apprezza , che sa di poter avere quello che ha già provato per buono, e sicuramente quello. A differenza di quando compra frutta senza alcun marchio.
Non solo, ma è proprio la denominazione che può consentire ai produttori di poter(pur non essendo commercianti di professione e a tempo pierno, e di tutto)contrattare direttamente con distributori, in quanto solo noi produttori possiamo garantire a chi deve smerciare un certo quantitativo di quel prodotto e sicuramente di quel prodotto(che nessun altro può camuffare), a differenza del commerciante che quel prodotto deve comprarlo da noi, e non sa a che prezzo potrà averlo.
Per cui, contrariamente alle idiozie dei politicanti che in campagna non ci sono mai andati, è proprio una DOP ed una DOP ristretta che può fare LA FORZA sul mercato.
Ed è proprio per questo che a Roma ci ostacolano, asserviti come sono alla grande distribuzione privata e falso cooperativa(come quella che opera a ***i, che poi sono tutt'uno coi politicanti, che aborrono chi, come noi, unici in Italia, abbiamo saputo creare una domanda che una volta accettata pone il controllo totalmente in mano ai produttori, con statutaria esclusione di politici sindacalisti e agronomi locali, in modo che nessuno possa avere interessi contrapposti a quellio di noi produttiori, ai quali asservire l'iniziativa e la gestione.
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Biagio E.
#12 Biagio E. 2011-06-19 15:43
Giusto per chiarire a chi non c'era nel 2003 e seguenti allorchè partì la lunga battaglia di popolo per la DOP alla ciliegia ferrovia di Turi.
1)La ciliegia "ferrovia di turi" è stata commercializzata e conociuta come tale anche sui documenti doganali per l'estero ad opera della ditta Simone sin dai primi anni settanta.
Come tale negli anni duemila ha vinto ripetuti primi premi al concorso nazionale delle città delle ciliegie. Anche quest'anno(quinta o sesta volta)come riporta la gazzetta del mezzogiorno del 14 giugno 2011 a pag.23, la nostra ferrovia di Turi è stata giudicata la più buona d'Italia, suoperando una trentina di varietà incluse la ferrovia di Casamassima e quella di Conversano.
2)Ma anche quest'anno l'azienda che l'ha presentata è la ditta Giuliano, alla quale si sono rivolti gli amministratori comunali di turi(come negli anni scorsi). La ragione è la stessa per la quale non hanno mai voluto disciplinare e legalizzare la compravendita delle cileigie, e la stessa per cui invece di premiare la migliore ciliegia premiano la migliore....***
3)Come hanno già spiegato altri ai fini della tutela geografica del nome di un frutta non conta dove è natro il primo frutto ma dove quel frutto è divenuto notorio per produzione e commercializzazione
4)Nel 2005, dopo varie battaglie anche la regione Puglia, nel proprio parere al ministero attestò la sicura origine turese della ciliegia ferrovia ed il diritto alla tutela di quel nome.
5)La nostra battaglia per la DOP alla cileigia ferrovia di Turi è la stessa per il diritto alla riconoscibilità di ogni altra varietà incluse la ferrovia di altri paesi ognuna delel quali ha differenze di colore,durezza, dolcezza in relazione al terreno, al clima ed alla prassi di raccolta. E la stessa battaglia che vuole consentire al consumatore di riconoscere (e richiedere alla distribuzione...)ciascuna delle varietà a lui gradite, così come richiede il bianco doc di Locorotondo o quello di Martimna o altro vino denominato. Che solo chi vuole contraffare eliminerebbe sostituendolo con un generico vino di Bari o vino di Puglia, così come parecchi stolti interessati e traditori tentano invano di fare con la nostra ciliegia, usurpando con un falso nome provinciale o regionale i diritti alla denominazione dei produttori di ogni comune di terra di Bario di Puglia.
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signorisinasce
#11 signorisinasce 2011-06-19 09:58
A BUON INTENDITORE POCHE PAROLE!non ....AL BUON INTENDITORE
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signorisinasce
#10 signorisinasce 2011-06-19 09:53
permettere di commentare a chi non legge correttamente gli articoli è un'offesa alla redazione!
Che delusione!
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signorisinasce
#9 signorisinasce 2011-06-19 09:07
sofia junior..il tuo encefalo riesce ad elaborare i dati acquisiti dopo la lettura?!nell'articolo non si parla di camion frigo..si legge che le caratteristiche del frutto permettevano una conservazione più lunga nonchè un trasporto a lungo raggio. A cavallo tra le due guerre sicuramente camion c'erano, ma figurati se vi erano risorse economiche per fare spedizioni a mezzo ruote!Il trasporto a mezzo rotaia era più conveniente a patto che ciò che viaggiava fosse in grado di conservarsi.
Per quanto rigurada wikipedia, non mi sembra vi siano fonti relative a quella descrizione!per cui come hai detto non ci vorrebbe molto a cambiare il contenuto! Conosco il cavalier Simone ed è persona equilibrata, saggia e corretta. Non è un caso che nell'articolo vi sia nome e cognome di chi portò al mediatore dell'epoca questa nuova qualità. Avrebbe potuto anche essere una persona di Sammichele di Bari!Non è il posto dove è attecchito che il primo albero la soluzione del problema!Sicuramente la commercializzazione della ciliegia ferrovia ha avuto maggior impulso da Turi!Così come i macellai sammichelini hanno dato alla produzione dlla "zampina" prestigio in tutta Italia!Questo non significa che i macellai di Turi o Gioia o Casamassima a suo tempo (forse anche prima di quelli di Sammichele)non la producessero già.
Rispondo ora a ciligiadoc. premettendo che sono in sintonia con quasi tutto quello che dici..mi permetto solo di evidenziare che il fatto che una persona commeniti e scriva su un blog..non significa che abbia tempo da perdere o che non lavori nel resto del suo tempo! Non mi sembra che nessuno abbia offeso il cavalier Simone! Sofia Juniorche ha parlato di ignoranza turese ha colto l'occasione per esternare anche la sua...più democrazia di questa!
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Sofia junior
#8 Sofia junior 2011-06-19 08:41
GRAZIE a "laciliegiadoc" x la kiarissima sintesi. Forza Turi :lol: Come si fa a bloccare la potente locomotiva del nostro markio di qualità solo dei fannulloni lo sanno: :-x Al buon intenditore... poche parole!!!
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laciliegiadoc
#7 laciliegiadoc 2011-06-18 18:54
Carissimo Sig. GUSTAVO#5,

non conosciamno il tuo vero nome e onestamente non condividiamo questo modo anonimo di relazionarsi. preferiamo che ogni idea e commento venga espresso democraticamente e con la massima educazione. entriamo nel merito: il nostro nome è conosciuto in tutta europa e anche nel mondo intero come simbolo di qualità, onore e rispetto e tutta l'europa è fiera dei nostri prodotti e del nostro marchio creato in cinquant'anni di onesto lavoro, sacrifici, passione, dedizione, abnegazione. siamo presenti nel fior fiore della grande distribuzione organizzata europea e da cinquant'anni marchiamo e promuoviamo LA CILIEGIA FERROVIA di TURI in europa e nel mondo. sinceramente promuoviamo anche altri prodotti, ma non vogliamo uscire fuori campo in questa occasione. noi non rappresentiamo alcun popolo turese, noi promuoviamo i prodotti turesi. noi siamo l'orgoglio della comunità turese e fino ad oggi non abbiamo mortificato nessuno. aver espresso le nostre idee non significa aver scatenato la guerra contro nessuno, crediamo in una comunità democratica e civile ove ognuno esprima le proprie idee (almeno chi le ha) poi un conto è esprimere le propie idee e un altro è fare qualcosa. non intendiamo imporre le nostre idee e le nostre iniziative ma proporre. in un mondo globalizzato è di vitale importanta valorizzare il locale, perchè grazie al locale che si crea ricchezza e posti di lavoro, infatti oggi si parla di GLOCAL e i fautori della globalizzazione non sanno più ove nascondere la propria faccia per i disastrosi danni che la globalizzazione sta arrecando. noi sosterremo sempre la nostra idea di valorizzare La Ciliegia FERROVIA di TURI perchè valorizza la storia e la terra di origine, ciò non va inteso come preclusione ai comuni limitrofi, anzi tutti i produttori sono benvenuti noi auspichiamo la creazione della Terra di Bari affinchè i nostri prodotti vengano promossi in europa e nel mondo. non c'è minimamente alcuna guerra di religione con le comunità limitrofe, tutti i produttori sono benvenuti. si tratta solo di ufficializzare, legalizzare, una realtà già esistente e accolta in tutta europa. basta girare l'italia per vedere sulle bancarelle ciliegie che provengono da altre destinazioni e pubblicizzate come ferrovia di turi, ciò significa che il consumatore gradisce questa denominazione. speriamo di aver esaudito, almeno parzialmente, all'accusa e alla denigrazione rivoltaci.
guardate in democrazia si può dire di tutto ma nella massima educazione, trasparenza e senza denigrare alcuna persona umana. ognuno intimamente è libero di pensare quello che vuole di un'altra persona, ma non di denigrarla e umiliarla. per quanto ci riguarda quello che contano sono i fatti non le chiacchiere di piazza. mentre molti chiaccherano in piazza noi lavoriamo, questa è la sottile differenza!
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Sofia junior
#6 Sofia junior 2011-06-08 05:22
seguendo la strada della "Dop ciliegia Ferrovia di Turi" evitando gli ostacoli messi dai politicanti (anke turesi) a quest'ora non saremmo qui a discutere ancora. :zzz
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wikipedia
#5 wikipedia 2011-06-07 18:40
... Gustavo, lascio perdere ogni commento sul tuo nome di cui ... aihmè non è da esserne fieri e spero non ti qualifichi, ma se pensi di rappresentare il popolo turese sappi che lo mortifichi. Ribadisco, occorre l'unione e non la lotta con altre città del sud est barese. La ciliegia ferrovia e' una caratteristica di questa area geografica e non solo di Turi.
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Sofia junior
#4 Sofia junior 2011-06-07 14:50
bisognerebbe prendersi solo la briga di intervenire sul testo del sito Wikipedia: tutti possono farlo ma nessuno "del mestiere" l'ha fatto ancora. Distribuiamo ignoranza turese al mondo globalizzato, bravi, bravi... tanto nessuno crede ke all'epoca esistessero "camion frigorifero". :P Poveri noi :-?
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gustavo lamazza
#3 gustavo lamazza 2011-06-07 14:23
addirittura i casalini vogliono la paternita' del prodotto??? politicanti non fartevi fregare ed inoltre puntate anche su un altro prodotto nativo a turi, il percoco gruarda bosc, ke ha bisogno anch'esso del giusto riconoscimento!!!
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wikipedia
#2 wikipedia 2011-06-07 09:26
Poco importa dove abbia avuto origine, le lotte di campanile indeboliscono. Da sempre l'unione fa la forza. Ad ogni buon fine, allego un articolo sull'origine della ciliegia ferrovia, tratto da wikipedia (link: it.m.wikipedia.org/wiki?search=Ciliegia+ferrovia ):

Ciliegia Ferrovia


Ciliegie Ferrovia
La Ciliegia Ferrovia è una cultivar di ciliegio largamente coltivata in Italia. Ha la caratteristica di essere "grossa", terminante a punta e di possedere un peduncolo lungo. Le prime notizie della Ciliegia Ferrovia si hanno nel 1935. Il primo albero nacque da un nòcciolo di ciliegie vicino ad un casello ferroviario delle Ferrovie Sud-Est a circa 900 metri dalla periferia di Sammichele di Bari. Gli abitanti di questo paese la chamarono "Ferrovì" perché l'albero era nato a pochi metri dai binari, lungo il carraio che porta alla Masseria Sciuscio. Per alcuni anni l'albero fu curato dal casellante ferroviario dell'epoca Rocco Giorgio. Successivamente si è diffusa sul territorio del sud-est barese fino ad arrivare ad essere la principale cultivar di Turi e Conversano, entrambi paesi limitrofi che vantano una delle maggiori produzioni in Italia. Il suo sapore è intenso tanto da renderla la preferita per la distribuzione alimentare. È possibile manterenla fresca per parecchi giorni (7gg circa) e quindi viene esportata in tutta l'Europa tramite camion frigoriferi. Durante tale periodo è possibile vedere i paesi di Turi, Sammichele di Bari, Casamassima, Conversano e dintorni con tutti i cittadini impegnati per la raccolta.
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