Domenica 18 Novembre 2018
   
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“UNO STUDIO NECESSARIO PER PREVENIRE RISCHI”

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Nell’ambito delle questioni legate alla cerasicoltura e ai risultati esposti durante la Consulta svoltasi lo scorso 12 maggio, abbiamo voluto ascoltare l’Assessore provinciale Onofrio Resta che ha rimarcato i risultati esposti nell’occasione, sul rapporto ciliegie e impiego di fitofarmaci connessi con probabili rischi per la salute.

“In riferimento alla coltivazione delle ciliegie, preciso che la Provincia in collaborazione con l’U.O.C. di Medicina del Lavoro dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria Policlinico di Bari ha progettato uno studio che coinvolgerà circa 400 agricoltori del territorio sud-est barese, di cui circa 50 turesi, allo scopo di verificare i rapporti tra attività agricola (quindi anche utilizzo di fitofarmaci) e le malattie professionali tabellate”. “Questa – prosegue l’Assessore alle Attività Produttive e Sviluppo – è un’esigenza quanto mai sentita per la carenza di segnalazioni ed anche a fini previdenziali”, evitando, in tal modo, che in futuro possano svilupparsi problematiche verso le quali si poteva creare prevenzione.

Forte l’attacco rivolto dalla facoltà di Agraria dell’Università di Bari ai risultati esposti durante la consulta, sottolineando il suo consenso al progetto - che pone in relazione l’insorgenza delle malattie con l’impiego di prodotti fitosanitari - ma ammettendo la completa sicurezza degli stessi, oggi in commercio.

“Quanto “all’allarme ingiustificato” sull’eccesso di fitofarmaci utilizzati nella maturazione delle ciliegie, riferito dall’Assessore Regionale all’Agricoltura, - commenta il prof. Resta - pur condividendo gli auspici sulla necessità di evitare “terrorismi psicologici” e imputazioni di responsabilità agli agricoltori, è necessario evitare sottovalutazioni”. Dalla Regione, infatti, ascoltiamo la totale garanzia di controllo dei prodotti fitosanitari usati in agricoltura. Sono assicurati da norme e rispondenti a disciplinari che ne certificano la totale sicurezza dal punto di vista della salute, ma, continua il Prof. Resta – “è noto da tempo che alcune sostanze utilizzate nel passato in agricoltura e successivamente ritirate dal commercio possono indurre patologie dopo lungo termine dall’esposizione, sia per la lunga emivita, sia per la possibilità di causare modificazioni genetiche”.

“Condividiamo – continua ancora l’Assessore Provinciale - l’importanza di norme e disciplinari di produzioni esistenti, tuttavia una parte degli agricoltori usa pratiche non conformi ai criteri citati, con evidente rischio”.

Non da ultimo, conclude il prof. Resta, “dalle stesse Associazioni di Categoria, vengono richiesti controlli sulla commercializzazione di fitofarmaci non autorizzati e di provenienza da paesi tipo Cina e India, con composizione spesso di tipo ignota”. Un mercato nero, illegale, non regolare di cui ha denunciato l’esistenza la stessa “ditta produttrice del Dormex, che denuncia la presenza di prodotti illegali di provenienza incerta e distribuiti da operatori attivi sul mercato nero in Italia con il nome Dormex”.

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