Venerdì 16 Novembre 2018
   
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MARIA: REGINA MUNDI! PREGHIERA NEL SUO MESE

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Maggio. Mese molto caro alla devozione cattolica di parrocchie e famiglie che soprattutto in questo periodo si avvicinano di più alla preghiera. Nel Paese di Turi, ogni famiglia devota, ospita la Madonna, per un giorno e per una notte, per tutti i giorni del mese, allestendo per Lei i cosiddetti “altarini”. Attorno a questi si riuniscono un gran numero di fedeli che recitano il Santo Rosario, indispensabile poiché in esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat (Lc 1-46) per l'opera dell'Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale, perché, è nel suo grembo che si è plasmato, prendendo da Lei anche un'umana somiglianza.

Nel Vangelo, significativi sono i versetti di Giovanni 19-26. Con le frasi: “Donna, ecco il tuo figlio!”, e proseguendo: “Ecco, la tua madre”,  il Cristo, rivela la vera identità di Sua Madre  con due sostantivi; con il primo, ovvero, con l’ appellativo di “donna” , il Redentore esplica che Maria è la “nuova Eva” e con quello di “madre”,  che Maria è Madre spirituale di tutti i presenti. La Theotòkos, appunto, alla Quale, mediante l’intercessione del Santo Rosario, ci rivolgiamo, affidando la nostra vita e l’ora della nostra morte, essendo Lei solo, in strettissimo contatto con Cristo, nostro Signore. Per questo, l’appena Beato Giovanni Paolo II, con il motto: “Totus tuus ego sum” (Sono tutto tuo), ha desiderato profondamente che ogni credente potesse servirsi di Maria per arrivare al Cristo, Suo Unico Figlio, ed è proprio sullo sfondo delle parole dell’AVE MARIA, che davanti agli occhi del credente passano i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Con esso il popolo cristiano  si mette “alla scuola di Maria”, poiché, non si tratta solo di imparare le cose che Egli ha insegnato, ma di “imparare e conoscere Lui”. Quale miglior maestra, se non Maria in persona, conosce Gesù Cristo più di tutti? “Alla scuola di Maria, impariamo- dice il Papa Benedetto XVI- a conformarci al suo divin Figlio e ad annunciarlo con la nostra stessa vita”.

Inoltre, diceva Papa Giovanni Paolo II, che al giorno d’oggi manca la pace, non solo tra le Nazioni, ma, molte volte, persino nell’ambito del focolare domestico. Per questo “La famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova riproducendo un po’ il clima della casa di Nazareth in cui si pone al centro Gesù, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da Lui la speranza e la forza per il cammino”.

Proprio su queste splendide parole recitate dal Vicario di Cristo, Giovanni Paolo II, voglio concludere il mio articolo nella speranza che nei cuori della gente penetri più luce e vengano scacciate via le tenebre della perfidia e della malignità, di cui il mondo è sempre più intriso,attraverso un semplice gesto che è quello della preghiera.

La riuscita di tale articolo è stata resa possibile dalla lettura de: “La lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del sommo Pontefice Giovanni Paolo II all’Episcopato, al clero e ai fedeli sul Santo Rosario.

 

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