Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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DONAZIONE E DONATORI. QUANDO UN GESTO DIVENTA VITA

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È questo l’argomento discusso nella mattinata di sabato 2 aprile dai ragazzi delle quarte e quinte dell’ITC “Sandro Pertini” di Turi. A confrontarsi con loro, il dott. Michele Giannini, membro dell’Ass. FIDAS, sezione Turi che, con due volontarie della stessa, ha illustrato la tematica della donazione di sangue.

Ad introdurre il tema ai ragazzi il Preside dell’Istituto, E. De Leonardis e la prof.ssa Lucarelli.

La donazione di sangue se da una parte spaventa moltissimi cittadini, tanto che si fa molta fatica a trovare nuovi donatori, dall'altra è una pratica necessaria per rispondere alle esigenze che giornalmente giungono dalle sedi ospedaliere. Il sangue è un “medicinale” impiegato per interventi programmati e per le emergenze, che necessita di una presenza costante e continua.

Purtroppo i dati diffusi dal sistema sanitario nazionali indicano il sud Italia meno propenso a questa pratica di sostegno, nonostante una domanda sempre crescente. Sono necessarie, in questo quadro, pratiche di informatizzazione e sensibilizzazione verso un gesto gratuito, volontario, responsabile e altruista.

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L’incontro all’ITC ha incuriosito i ragazzi  e allo stesso tempo, come nuovi adulti della società, li ha portati a riflettere ed interrogarsi su un aspetto sociale quale quello della donazione di sangue. In tanti hanno esposto i loro dubbi o le loro curiosità in merito, spesso legate a condizioni personali, ad esigenze sanitarie o stili di vita e per tutti è stato chiaro che questo semplice gesto è frutto di una decisione matura e rispettosa.

 

Necessarie sono state le informazioni relative alle norme che in Italia si applicano per chi pratica una donazione, periodica o occasionale:

Età compresa tra 18 anni e i 65 anni (i donatori periodici possono continuare a donare a discrezione del parere medico); Peso non inferiore a 50 Kg.; Pressione arteriosa sistolica tra 110 e 180 mm di mercurio e diastolica tra 60 e 100 mm di mercurio; Stato di salute Buono. Non può donare chi ha comportamenti a rischio, tipo: assunzione di sostanze stupefacenti, alcolismo, rapporti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive, o chi è affetto da infezione da virus HIV/AIDS o portatore di epatite B o C, o chi fa uso di steroidi o ormoni anabolizzanti.

Alcune condizioni patologiche o comportamentali non sono compatibili temporaneamente o definitivamente con la donazione in quanto dannose per il donatore e/o per il ricevente.

La normativa, inoltre, prevede due donazioni di sangue intero all’anno per le donne, quattro per gli uomini.

Oltre al sangue intero, però, si può donare Plasma (plasmaferesi) o Piastrine (piastrinoaferesi). Forti, però sono le parole risuonate dal dott. Giannini: “ll sangue non si produce in laboratorio” ed il fabbisogno annuo in Italia è di 2.400.000 unità di sangue intero e più di 1.077.000 litri di plasma.

“La maggior parte di noi può donare il sangue e molti, almeno una volta nella vita, potrebbero averne bisogno”. La sicurezza delle trasfusioni e il raggiungimento dell’autosufficienza regionale e nazionale di sangue, emocomponenti e farmaci derivati, è l'obiettivo del Servizio Sanitario Nazionale e il maggior impegno delle Associazioni e Federazioni dei donatori.



 

L'Ass. Fidas invita comunque, domenica 10 Aprile, alla giornata della donazione.

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