EDILIZIA OMERTOSA? LE FAMIGLIE PAGANO IL DEBITO

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La situazione dell'edilizia turese sembra racchiudere molteplici sfaccettature, ancora tutte da scoprire. Di giorno in giorno, dopo i numerosi sequestri di appartamenti effettuati dalle autorità competenti nelle scorse settimane, continuano a venire fuori anomale situazioni urbanistiche e legali. Abbiamo incominciato questa settimana un'indagine in merito ad un immobile, per la precisione uno stabile di appartamenti che non dovrebbe neanche esistere e invece stiamo ancora cercando di capire come è stato possibile accettare il progetto, rilasciare la concessione, costruirlo e venderne per di più gli appartamenti. Ma partiamo dall'inizio della faccenda.

In zona Via Conversano, qualche tempo addietro, come già detto, venne rilasciato un permesso a costruire per uno stabile di appartamenti. Per chiarezza lo chiameremo stabile A, il quale sorge proprio alle spalle di un altro grande stabile di appartamenti, che per comodità definiremo stabile B. Lo stabile A dunque viene realizzato dalla ditta costruttrice e gli appartamenti vengono venduti per mezzo di agenzie immobiliari turesi. Alle spalle dello stabile A vi è una strada che rappresenta l'unico accesso allo stabile B e, fin qui, potrebbe sembrare tutto normale. Il problema sorge nel momento in cui si scopre improvvisamente una cosa che la società costruttrice non aveva mai riferito ad alcuno, né alle agenzie che si sono occupate della vendita, né a coloro che hanno acquistato gli appartamenti, né tanto meno ai notai che hanno stipulato gli atti di compravendita: la strada in questione era di esclusiva proprietà dello stabile B. Se i notai fossero stati a conoscenza di questa situazione, non avrebbero in alcun modo potuto stipulare gli atti. Col tempo, iniziano a nascere le prime controversie tra gli inquilini dello stabile B e la società costruttrice dell'immobile A. Si scopre ad un certo punto che anche gli allacci idrici e del gas dei nuovi appartamenti passano sotto la medesima strada di non pertinenza del nuovo stabile e allora qualcuno si chiede. “com'è stato possibile far passare gli allacci del nuovo stabile in una proprietà di pertinenza altrui?”

A questo punto vien fuori un documento redatto dall'amministratore del condominio B recante le firme degli inquilini che altro non rappresenta che un permesso momentanea all'utilizzo della strada. Anche qui la cosa non è chiara in quanto chi scrive ha avuto modo di parlare con alcuni proprietari degli stessi appartamenti, i quali hanno affermato di non aver firmato mai alcun documento. Non solo, ma fino ad oggi non avevano mai sentito parlare della faccenda. Se l'utilizzo della strada è stato dunque permesso dall'amministratore dello stabile B, che tipo di accordi sussistevano già in precedenza tra l'amministratore di condominio e la società costruttrice? Quali accordi erano stati presi e in nome di chi?

Come se tutto ciò non bastasse, nel corso delle ricerche effettuate negli ultimi tempi da quei proprietari che si sono sentiti lesi in un loro diritto, si è anche scoperto che lo stabile B è stato costruito in edilizia convenzionata e ciò vuol dire che quegli appartamenti sono sottoposti a dei vincoli legali e ad un prezzo, a metro quadro, che non dovrebbe superare i millecento euro. Come mai quegli appartamenti sono stati venduti a milleduecento, milletrecento euro al metro quadro? Coloro che li hanno acquistati erano a conoscenza del fatto che stavano acquistando un'abitazione realizzata in edilizia convenzionata? E in più, questi acquirenti, sapevano che quelle case sono sottoposte a particolari vincoli legali? Ed infine, sapevano che quegli appartamenti non dovrebbero neanche esistere visto che non esiste un accesso legale alle loro abitazioni?

Turi da questo punto di vista offre molte situazioni anomale. Le vittime come al solito sono le famiglie che, ignare del marciume, acquistano in buona fede. Coloro che si sono sobbarcate di un mutuo, oggi si rendono conto di aver acquistato un appartamento in edilizia convenzionata pagato al prezzo dell'edilizia privata; che hanno una casa nella quale non si può accedere perchè non esiste una strada di pertinenza e in più non si sa bene come andrà a finire tutta la faccenda.

Ma questo è solo l'inizio, nelle prossime settimane le ricerche e le indagini andranno avanti e ‘La Voce del Paese’ continuerà a fare il suo imperterrito lavoro di giusta informazione perchè questo è un servizio al cittadino e, la mafia nasce dove si fa strada l'omertà.