Lunedì 19 Novembre 2018
   
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FOSSE ARDEATINE:RICORDO POCO.. RICORDATO

ardeatineI

Qualche giorno fa l'Italia si è fermata per festeggiare i 150 anni dell'Unità e ricordare quanti hanno sacrificato la prorpia vita per donare la Patria agli italiani. In pochi, però, ricordano che in questi giorni, ben 67 anni fa, un'altra pagina della nostra storia nazionale venne segnata con un episodio che parole e luoghi ancora raccontano: l'Eccidio delle Fosse Ardeatine.

"Il 23 marzo 1944 in un’azione di guerra a Roma in via Rasella, un gruppo di partigiani dei Gap uccideva 33 soldati del battaglione Bozen e ne feriva 38 facendo scoppiare una carica esplosiva e attaccando la colonna nemica con armi automatiche e il lancio di bombe da mortaio leggere. Accuratamente preparata, l’azione colpiva uno dei battaglioni specializzati in azioni di rappresaglia e faceva seguito a una serie di massacri perpetrati nei mesi precedenti dai tedeschi nelle zone intorno alla capitale ai danni di persone innocenti, spesso donne, vecchi e bambini: 18 vittime a Canale Monterano, 32 a Saturnia, 14 a Blera, 40 a San Martino, 14 a Velletri ecc.

In seguito all’azione partigiana Hitler comunicò che Roma doveva essere interamente distrutta e tutta la popolazione deportata, ma subito dopo rettificò che per la vendetta sarebbe stato sufficiente radere al suolo l’intero quartiere nel quale si era svolta l’azione. Infine Kesselring e il comandante della piazza di Roma, Kurt Maeltzer, stabilirono le modalità della rappresaglia: dieci italiani per ogni soldato tedesco ucciso. L'eccidio avvenne immediatamente e fu affidato al colonnello Herbert Kappler, coadiuvato dal capitano Priebke: il giorno dopo l’azione partigiana, 335 uomini furono uccisi alle fosse Ardeatine, ciascuno con un colpo alla nuca. La maggior parte delle vittime venne prelevata dal carcere di Regina Coeli e dal comando di via Tasso, cinquanta furono scelte e consegnate dal questore fascista Caruso".

“Dalla lezione del passato i giovani devono trarre le motivazioni per sostenere la democrazia, la libertà e la giustizia”. Valori, questi, raccolti dalle parole del presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, “difesi dalle donne e dagli uomini che li hanno preceduti, nella storia e nella Resistenza e nella guerra di liberazione” e che giornalmente dovrebbero essere inseguite e perseguite.


 

Commenti  

 
Filippo Losacco
#14 Filippo Losacco 2011-03-26 17:21
Gentile signora,
purtroppo Turiweb, un ottimo strumento per comunicare, è spesso spazio per lo sfogo di frustrazioni e si fa fatica a distinguere le reali intenzioni di discussione dalle sole e becere provocazioni. Con piacere accolgo il suo chiarimento e l'invito a un dialogo critico e costruttivo.
L'errore più grande della prof di suo figlio è stato non dare una risposta ad una domanda legittima. La scuola ha il dovere di stimolare la domanda, non di mortificarle. Detto questo, credo che alle scuole medie l'esercizio della memoria debba vertere su un insegnamento fondamentale: l'orrore della guerra. Vede, lo stesso 27 Gennaio può esser letto in chiave tendenziosa, perchè accanto allo sterminio degli ebrei c'è stato quello degli slavi, dei rom, degli omosessuali, dei portatori d'handicap.

La scuola non è luogo per comizi, nè di proselitismo. La scuola ha, però, una funzione politica perchè è trasmissione di conoscenze, è esercizio critico, veicolo di valori come la libertà, l'autonomia, la capacità di discernimento. Le assicuro che non è semplicemente questione di parlare delle foibe accanto all'Olocausto, ma di sviluppare nei ragazzi il bisogno di maturare, di sapere leggere il presente.
Il nostro tempo è complesso, strutturato secondo logiche mistificatrici, tendenti a celare il vero dietro slogan e parole imbonitrici.

Fa bene a preoccuparsi dell'educazione aperta e plurale di suo figlio.
Le ribadisco solo un punto già scritto. La memoria è sana se problematica, consapevole, critica e attiva nel presente. Esiga che si studino le foibe. Esiga che si sappiano tutti i crimini dei fascisti, dei comunisti, della Chiesa. Esiga che suo figlio impari a decidere in autonomia, che la scuola non dia risposte preconfezionate, ma gli strumenti per darsene in autonomia.
Si preoccupi di tutto questo e ricordi che, ahimè, dieci minuti di stupida televisione producono più danni di una lezione tendenziosa. Non è un attenuante, ci mancherebbe. E' che i canali educativi e formativi si sono spostati, ahimè, verso quei contenitori di egoismo, individualismo, arrivismo, cialtroneria e dilettantismo come la televisione. MA questo è un altro discorso. La saluto cordialmente
Filippo Losacco
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BELLACIAO
#13 BELLACIAO 2011-03-26 11:42
Gentile Sig. Losacco rispondo unicamente a Lei perchè negli altri interventi leggo molto fervore. Forse non è chiaro il mio concetto. Lo ripeto unicamente per chiarezza e non per giustificarmi. Tutti gli eccidi e ripeto tutti andrebbero ricordati e forse stabilendo un'unica data si onorerebbero tutte le vittime indistintamente. Sono una mamma, cattolica e non vorrei mai che si ripetessero errori fatti dagli uomini, perchè di uomini si tratta. Sono convinta che, in primo luogo, la scuola dovrebbe essere più obiettiva e libera da vincoli politici. Più sincera. Le racconto questo episodio accaduto a mio figlio in III media. La sua classe, dopo aver studiato e le sottolineo giustamente approfondito, per circa due mesi l'argomento Olocausto, avrebbe dovuto trattare l'argomento Foibe. La sua insegnante però, ha detto ai ragazzi, che dopo due mesi non voleva continuare a parlare di morte ed ha preferito saltare l'argomento. Mio figlio però le ha chiesto se il suo atteggiamento fosse obiettivo e lei ha risposto "No, ammetto non sono obiettiva ma non mi va di parlarne"
Questa è la scuola di ieri non quella che dovrebbe essere oggi.
La saluto e spero di aver chiarito.
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Filippo Losacco
#12 Filippo Losacco 2011-03-25 22:57
Le foibe non sono l'Olocausto. Se ne faccia una ragione. Non significa che non meritino memoria, anzi......
ma accusare di squallida speculazione qualcuno per aver ricordato solo il 27 Gennaio e non il 10 Febbraio è sbagliato, inopportuno e direi pure gravemente lesivo della dignità e della libertà del giornale.
Altrimenti dovremmo ogni giorno ricordare un massacro. Le cito un paio di esempi del mese di Febbraio, tra i tantissimi che riguarda i bei 150 anni della storia d'Italia, giusto per restare nello stesso periodo.
Il 20 Febbraio 1937, i soldati italiani guidati dal maresciallo Graziani massacrono gli etiopi di Addis Abeba per ritorsione. Morirono in pochi giorni 30 mila etiopi, secondo fonti locali, 6 mila secondo fonti straniere.
Ancora a Febbraio, il 16 del 1943, dovrebbe prendersi anche la briga di ricordare il massacro che i fascisti italiani produssero contro tutti i cittadini maschi sopra i 14 anni del villaggio di Domenikon, in Grecia.
Lei ha per caso ricordato questi giorni? E io forse dovrei considerarla uno squallido speculatore per non averlo fatto? Non crede che il rispetto per i morti che l’Italia ha prodotto sia quantomeno pari a quello che dobbiamo ai nostri morti?
La memoria non si rinnova con un comunicato, ma mediante azioni tese a non ripetere gli errori e orrori del passato. Tra questi, l'assurda, disumana, oscena idea che esistano guerre giuste, necessarie, sante.
La guerra è sempre un orrore. Ricordiamoci questo, sempre.
Circa la beatificazione di Stalin, mi richiamo ai Vangeli….non c’è peggior lettore di chi non vuol leggere.
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idv
#11 idv 2011-03-25 20:56
Filippo ha detto cose giustissime e storicamente provate e documentate, con evidente e oggettiva imparzialità.
Poi...il solito personaggio, ormai noto a tutti, che usa nomi falsi per lanciare insulti con argomentazioni fasulle basate su capovolte interpretazioni dei commenti altrui, o addirittura prescindendo da essi, e prendendone solo lo spunto per prodursi in generiche enunciazioni del tutto sconnesse dall'argomentare del commentatore, che si vuole solo dileggiare...non riuscendo ad affrontare gli argomenti.
Se usa il suo nome fa brutte figure, meglio poter offendere gli altri,senza correre il rischio di figuracce.
Non ha nemmeno più un partito da rappresentare, anchie da quello lo hanno sollevato, per i troppi danni..... E si sfoga facendo il### contro chi la politica la fa a testa alta, e non come un cane affamato che passa da un padrone all'altro, secondo l'odore del tozzo di pane e di vanagloria che annusa di volta in volta.
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faccetta nera
#10 faccetta nera 2011-03-25 18:46
Esimio Prof. Losacco,
suvvia...non faccia tanto lo schizzinoso... e non approfitti di fare il (docente) anche sui commenti!
Il "mitico" e quasi "santo" Saviano (icona della sinistra e di tutto l'armamentario moralisteggiante) ha fatto peggio!
Nei suoi libri ci sono errori da far accapponare la pelle...
E badi bene: lo hanno scoperto nelle loro recensioni critici di sinistra!
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turese di mezzo
#9 turese di mezzo 2011-03-25 16:59
Scusa, stella incantevole, ma dove l'hai letta la beatificazione di Stalin?
non me la sento di condividere tutto quello che ha scritto, ma per onestà dire che l'ha fatto passare per un eroe è un voler fare polemica per partito preso....
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BELLACIAO
#8 BELLACIAO 2011-03-25 13:45
Carissimo Filippo Losacco vada al 27 gennaio (pag. 14) e legga gli articoli, giustamente scritti, sulla giornata della memoria e poi vada al 10 febbraio (pag.10 e 11) e legga gli unici articoli scritti “CIRCOLO ANTONIO GRAMSCI – SE NON ORA QUANDO” e “LA VOCE DEL PAESE – LIBERI DI INFORMARE”.
Questa è memoria a comando!
Questa è una speculazione sui morti d'uno squallore infinito!
Questo è quanto.
PS:Spero di aver rispettato punteggiatura e grammatica, mi perdoni eventuali errori.
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stella incantevole
#7 stella incantevole 2011-03-25 12:22
cos'è vogliamo beatificare Stalin??? Filippo Losacco ricordati che fu Stalin,un ***, non facciamo passare per eroe...quale non è...
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Filippo Losacco
#6 Filippo Losacco 2011-03-24 22:14
Esimio,
se avesse aggiunto la cortesia di leggere alla foga di scrivere avrebbe avuto modo di comprendere che la sostanza del mio intervento verteva proprio a condannare ogni forma di violenza. Suggerivo inoltre quel che è la diffusa e nota interpretazione del silenzio italiano sulle foibe. Oltre a curare meglio la punteggiatura, curi anche la lettura dei testi che contesta. Stalin come Hitler? I Gulag come i lager? Anche questa è una lettura tendenzosa.
Stalin ha commesso crimini, ahimè. Non è neppure lontanamente “amabile”, ovviamente, e Dio ce ne scampi dal ritorno di uno come lui.
Ma guardi le foto delle conferenze di Yalta e Teheran......troverà Churchill, Stalin e Roosvelt. A Potsdam troverà Attlee, Truman e Stalin. Vuole forse affermare che gli USA e la Gran Bretagna erano alleati di un criminale alla stregua di Hitler?
Saranno i sovietici di Stalin a liberare il 27 Gennaio Auschwitz, saranno i comunisti di Stalin a entrare a Berlino, saranno i comunisti di Stalin a combattere contro i fascisti di Franco in Spagna, nell’indifferenza totale dei governi democratici occidentali.
C'è una profonda differenza tra una figura controversa, in molti casi sicuramente colpevole di tanti eccidi, ma pure baluardo contro il nazifascismo in un momento in cui l'intera Europa era assoggettata, tranne la GB, e il peggiore criminale della storia del mondo come Hitler. Si legga le dichiarazioni di De Gasperi su Stalin, si legga le opere di Canfora (lo so, è comunista, ma non è colpa mia se è tra gli storici italiani più noti a livello mondiale). Si legga quel che scriveva Primo Levi sulla differenza tra lager e gulag, tra un campo di sterminio e un campo di prigionia.
Le storie di tante nazioni sono intrise di genocidi. Gli USA hanno i loro, dalla deportazione dei neri al massacro di intere popolazioni di indigeni americani. L'Italia, l'Inghilterra, la Francia, la stessa Chiesa ha una storia macchiata di tanto sangue. Questo significa che sono tutti colpevoli allo stesso modo? E’ possibile stabilire delle differenze? Nessuna remora nella condanna dei crimini di sinistra, per carità.
Ribadisco, Stalin è colpevole di tanti crimini. Le purghe nell'esercito, le collettivizzazioni forzate con annessa deportazione dei kulaki, i pogrom. E trovo ridicole certe letture apologetiche del suo operato.
La condanna verso un simile uomo e operato è totale. Onestà storica impone, però, di approfondire l'analisi, altrimenti si finisce nell'appiattimento intenzionale, ma denso di squallore, che mette sullo stesso piano i fascisti e i partigiani della resistenza.

P.s. le stucchevoli polemiche non erano riferite a lei, a meno che non riveli esser solito usare nick diversi per esporre la solita solfa. Una cortesia. Eviti il "caro". Lo riservi per occasioni speciali.Cordialmente.
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BELLACIAO
#5 BELLACIAO 2011-03-24 11:11
Caro Filippo Losacco come lei ben saprà l’obiettivo di Tito era sradicare l’italianismo dall’Istria e renderla completamente jugoslava. Ma se anche fosse che la loro identità era fascista, bisogna sottolineare che l’appartenere o meno al fascismo non giustificava in alcun modo l’eccidio di esseri umani. Anche il peggior colpevole ha diritto a un processo e a una condanna equa, proporzionata alle sue colpe se ve ne sono.
Per decenni la storia delle Foibe è stata nascosta dalla cultura italiana. Per anni, i libri di storia nostrani hanno saltato quel capitolo oscuro della storia nostrana.
Avanti con questo metodo,
che considera Stalin un po' più amabile di Hitler, che ritiene i fumi della
Cina un po' più profumati di quelli americani, che dimentica - ops - quei
tre, cinque, diecimila italiani buttati mezzi vivi nelle foibe, non usciremo
mai dalla meschinità dei nostri orizzonti culturali.
Quando si ricorda bisogna avere l'accortezza di non dimenticare nessuno.
La saluto ma, le pagine di stucchevoli polemiche, ha iniziato a scriverle Lei.
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Filippo Losacco
#4 Filippo Losacco 2011-03-23 20:55
Egregio "bellaciao", faccio una premessa, sennò pagine e pagine di stucchevoli polemiche.
I morti delle foibe sono morti come quelli delle Fosse Ardeatine. La violenza non ha colore.
Detto ciò, la invito a studiare quell'affascinante e complesso intreccio di dinamiche che è la storia.....scoprirà tante belle cose e anche i motivi per cui l'eccidio delle foibe è stato cosi dimenticato!
Scoprirà che le foibe sono state cancellate dai bei governi italiani del dopoguerra, allorchè il "buon" Tito ruppe con l'URSS e non appariva opportuno far emergere le brutture di un uomo che aveva tuttavia impedito la sovietizzazione totale dei Balcani. Così i poveri morti delle foibe divennero il prezzo della realpolitik nostrana.
Morto Tito, caduta l'URSS, di colpo, tutti a commemorare le foibe......

Questa si chiama memoria a comando! Ed è una speculazione sui morti d'uno squallore infinito.

P.S. agli inventori della giornata del "ricordo" delle foibe, inoltre, vorrei far notare pacatamente che il ricordo ha un carattere soggettivo e si riferisce ad un evento vissuto in prima persona. Diversa è la memoria, che ha un carattere collettivo.
Con la frenesia di trovare qualcosa da opporre ai morti del fascismo, si sono pure scordati (a proposito di ricordo) dell'italiano.
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lettore
#3 lettore 2011-03-23 19:58
Qualcuno ha un po' di confusione tra l'episodio delle "Fosse Ardeatine" e gli eccidi delle "Foibe". Sono due episodi geograficamente diversi. Comunque,se la redazione volesse approfondire la storia delle "Fosse Ardeatine" oltre questo articolo, dove o a chi posso inviare il mio materiale?

[può inviare il tutto a ]
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awand
#2 awand 2011-03-23 15:56
la connessione con turiweb qual è?

[la connessione sta nel fatto che anche a Turi si è festeggiato per l'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia e numerosi sono gli appuntamenti legati a questo episodio della Nostra Storia, ma nulla è stato detto o scritto a proposito dell'Eccidio delle foibe. Non può essere turiweb motore di questo ricordo? Cinzia Debiase]
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BELLACIAO
#1 BELLACIAO 2011-03-23 15:50
ECCIDIO DELLE FOIBE......UN RICORDO "ASSAI DIMENTICATO".... ANCHE DAI LIBRI DI STORIA.
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