Lunedì 19 Novembre 2018
   
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MARMELLATA FATTA IN CASA CONTRO LA CRISI CERASICOLA

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'Si prevede ancora un'annata difficile'

GIACOMO VALENTINI: 'Le cooperative locali potrebbero acquistare macchine per fare marmellate. Trasformare il prodotto contro la crisi.'

Nel numero precedente abbiamo segnalato l’assenza dell’assessore Giacomo Valentini all’ultimo incontro organizzato dalla consulta provinciale della cerasicoltura. Un vero paradosso se pensiamo alla professione del nostro amministratore turese, impiegato proprio negli uffici di via Spalato. Valentini spiega ai nostri telefoni le ragioni della sua assenza.

“Ho ricevuto l’invito solo mercoledì a mezzogiorno. Gli inviti sono stati distribuiti dall’entourage dell’assessore provinciale Resta. A me sono arrivati tardi, ad altri non sono proprio arrivati. Tra l'altro, nel primo pomeriggio dovevo prendere parte al consiglio comunale. Poi nel fine settimana ho incontrato il vicepresidente della cooperativa delle ciliegie di Turi e ho scoperto che, pure lui, non aveva ricevuto l’invito.”

MARMELLATA DI CILIEGIE - Valentini appare un po' scettico rispetto al tavolo: "se troppo largo" si rischia di parlare di tutto e niente, chiudendosi poi in un nulla di fatto. Infine, rivolge un consiglio alla consulta: “Dovrebbe puntare su questioni concrete, ad esempio la trasformazione della ciliegia come stratagemma per fronteggiare la crisi e il crollo dei prezzi. Bisogna puntare alla trasformazione in loco del prodotto. Nel merito, proporrò una discussione agli assessori provinciali Resta e Caputo”.

Valentini illustra l’esempio del comune di Lari dove istituzioni e Camera di Commercio hanno acquistato macchine da confettura con finanziamenti europei, registrando il marchio, diversificando la destinazione d’uso del prodotto primario. In tal modo andrebbero recuperati ingenti quantitativi di ciliegie che, a causa del crollo dei prezzi, finirebbero per marcire sotto il sole, piuttosto che spalmate su fragranti fette biscottate.

In ogni caso, se ci fosse il PIP (Piano d’insediamento produttivo), aziende come la Zuegg, leader nelle marmellate, investirebbero su Turi e paesi limitrofi. “Purtroppo - osserva Valentini - le industrie non rischiano. Ho sentito proprio la Zuegg. E’ tutto inutile. La soluzione potrebbe venire dalle cooperative stesse che acquisterebbero la macchina per la trasformazione. Ad esempio si potrebbe lavorare la ciliegia tipo Georgia i cui prezzi l’anno scorso, crollarono fino a un euro. Almeno i produttori non ci rimetterebbero di spese”.

'SARA' ANNATA NEGATIVA' - Valentini prevede scenari apocalittici o comunque si dice realista. “Non ci sono più finanziamenti o risarcimenti da parte dello Stato – è la cassandra dell’assessore – anche quest’anno diversi agricoltori abbandoneranno le ciliegie per effetto dell’aumento delle spese. Bisogna ammetterlo, chi fa il mercato non è l’agricoltore. La Coop, l’Auchan, i centri commerciali abbassano i prezzi? Certo, abbasso i prezzi agli agricoltori. Di fatto, la distribuzione non ci rimette mai!”.

IL TAVOLO TECNICO NAZIONALE - Intanto, si attende il parere di Camera e Senato per l’istituzione del primo tavolo tecnico della cerasicoltura a livello nazionale, richiesto dall’associazione ‘Città delle Ciliegie’, alla quale Turi è affiliata. Sabato scorso, a Salerno, Valentini ha preso accordi con Stefano Zocca, consigliere di amministrazione della ‘Città delle Ciliegie’, rappresentante di un mercato ortofrutticolo a  Vignola di Modena, in provincia della quale sarebbero state stanziate risorse per le coperture delle ciliegie a riparo dagli agenti atmosferici.

“Porto avanti la filiera lunga – conclude l’assessore turese – bisogna intensificare gli scambi commerciali con paesi con il nord e viceversa, per allungare la stagione delle ciliegie. Dobbiamo quindi, puntare al riconoscimento della ciliegia come frutto nazionale, l’unico che in Italia si coltiva da Nord a Sud. Anche la provincia di Bari pensa di dover entrare nell’associazione ‘Città delle ciliegie’.”

Commenti  

 
sofia senior.
#7 sofia senior. 2011-03-06 10:39
@produttore: 6 fuori dal tempo ma non ti sforzi di fare mente locale sul chi, come e perchè ci sono "turesi" che lavorano contro Turi? :sad: Credi di aver capito, per caso, dei riscontri che ci saranno (tuo malgrado) con la D.O.P. ? A volte il silenzio è d'oro! :-* anche se una domanda te la farei: 6 "produttore" di cosa?
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produttore
#6 produttore 2011-03-05 18:45
Ha ragione l'assessore Valentini, altro che FERROVIA DI TURI, di Bari o di Puglia: facciamo la "Ferrovia d'Italia IGP".
Da soli non possiamo ottenere niente, invece più siamo e meglio è, se siamo tanti siamo forti,possiamo commercializzare meglio.
A gestire ci penseranno persone competenti di altissima specializzazione, e se i prezzi sono bassi ci daranno l'integrazione come per il grano e l'olio. Solo così possiamo migliorare. affidandoci a persone preparate, di grande esperienza,scelte dalle organizzazioni professionali e sindacali, dagli assessori all'agricoltura, e dalla Associazione nazionale città delle ciliegie, diretta da gente che nel settore ci vive, come il nostro de Grisantis che ha fatto il presidente per un anno.
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sofia senior.
#5 sofia senior. 2011-03-05 18:04
Alla confezione della marmellata fatta in casa già ci pensò mia nonna Sofia, buonanima, ma com'è ke altri imprenditori del settore (turesi) proprio da questa amministrazione comunale non hanno avuto i riscontri che davano le Fiere nazionali a cui Turi partecipava facendo "bella figura"? Spero che dopo carnevale le kiakkiere stufino :P
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lettore curioso
#4 lettore curioso 2011-03-05 17:45
...il problema come dice anche valentini che chi ci guadagna sulla compagna cerasicola, ma non solo anche dell' uva ecc ecc sono i commercianti che impongono il prezzo del prodotto che noi produttori conferiamo giornalmente.ecco secondo me perchè il mercato di largo pozzi va via via scomparendo, tanto i prezzi sono gia imposti...tanto vale si va direttamente al magazzino così si perde meno tempo, che in quel periodo è prezioso.sapete cosa ci vorrebbe? un giorno bisognerebbe provare a non conferire neanche una ciliegia a turi, magari se si vuole comunque raccogliere, portarle a commercianti di paesi limitrofi che magari non siano grandi eportatori perchè sono loro il problema...scommettiamo che verrebbero nei nostri terreni sotto i nostri alberi a prendersi le ciliegie?...iè asse u dann...
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Puffo
#3 Puffo 2011-03-05 15:50
Sono d'accordo...bisogna puntare nel dare un'identita ben precisa alle nostre ciliegie cioè riuscire ad avere un IGP sulla ciliegie e cercare non più la filiera lunga ma puntare sulla corta,saltare tanti passaggi ed essere non solo ottimi produttori ma ottimi commercianti...solo che passando il tempo si perdono tante occasioni e più passa il tempo e più difficile Sara entrare in un mercato che diventa sempre più stretto.
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INDIGNATO
#2 INDIGNATO 2011-03-05 13:42
E i pistacchi??
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giacomodipirchio
#1 giacomodipirchio 2011-03-05 10:57
Qualcosa non mi quadra. In termini economici se si vuol esser competitivi bisogna ridurre il costo finale al consumatore e questo si ottiene riducendo i costi marginali di ogni passaggio o eliminandone alcuni. Come si coniuga ciò con la "filiera lunga" che si propone sopra? Dal punto di vista commerciale la filiera lunga implica un aumento dei passaggi per portare le ciliegie sul mercato finale. Però, aumentando gli scambi, aumentano le persone che hanno un utile. Risultato finale: a noi produttori il prezzo sarà sempre lo stesso, ma grazie al NOSTRO lavoro gli altri si faranno i soldi.

Forse sarebbe più opportuno che il mondo politico inizi ad interessarsi realmente al problema e faccia pressione per avere riconoscimenti per quel prodotto che rappresenta l'eccellenza del territorio a livello nazionale. Che ne pensate?
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