AUTO MIKE, LADISA: ‘TURI NON SARA’ PENALIZZATA’

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LA DOTTORESSA LADISA DOPO L'ALLARME LANCIATO DA TUNDO

'Nessun pericolo per la salute dei turesi'


Mike torna a Casamassima e Turi protesta. E’ questo l’epilogo del piano di riordino ospedaliero per la nostra città. Appena il piano entra in funzione, l’autoambulanza medicalizzata - in gergo si chiama “Auto Mike” - sarà trasferita da Turi a Casamassima.

La dottoressa Roberta Ladisa (responsabile del 118) in esclusiva a Turiweb vuole rassicurare il popolo turese: il piano di riordino sanitario potrà essere rivisto e, appena entrerà in funzione si attiverà un continuo monitoraggio.

A Turi però l’amministrazione comunale è sul piede di guerra: Paolo Tundo, dalle nostre colonne, ha già annunciato battaglia.

La dottoressa assicura: “La salute dei turesi non è assolutamente in pericolo. Ne sono convinta perché questo sistema l’ho visto funzionare in regioni dove il 118 è molto più avanzato del nostro”.

Ladisa risponde alle preoccupazioni di Tundo e dei nostri commentatori: “Non c’è stata alcuna intenzione di voler penalizzare Turi a vantaggio di Casamassima. Se mettessi l’auto medica a Turi, a Casamassima potrebbero lamentarsi dello stesso problema, ma le cose non stanno così, perché il mezzo che trasporta il medico non è fermo. L’auto medica, coprendo un’area di 20 km, potrebbe trovarsi paradossalmente in un codice rosso più vicino a Turi che a Casamassima, perché appunto il mezzo è in movimento. Non resta fermo. Non capisco perché si pensi che Turi sia penalizzata. Capisco le preoccupazioni dei sindaci, ciascuno vuole tutelare la salute della propria popolazione. Ma la Regione decide, mentre noi operiamo solo nell’interesse della salute pubblica e posso assicurare, nessuno sarà lasciato solo”.

Il medico è il vero oggetto del contendere tra Turi e Casamassima. Tuttavia, ciascun comune dell’area 3, possiede un’auto con equipaggiamento India (autista, soccorritore, infermiere) o tutt’al più una Victor (autista più soccorritore). Si è detto che l’equipaggiamento India, in caso di codice rosso, non abbia grandi manovre di intervento.

“Non è così – esclude la dottoressa Ladisa – il mezzo India interviene sui codici rossi. Per esempio, se a Sammichele, che non ha neppure un punto di primo intervento, arriva un’auto India per un caso ipotetico di arresto cardiaco, l’equipaggio è in regolare possesso delle Blsd, cioè è capace di massaggiare, ventilare e usare un defibrillatore semiautomatico. Nel frattempo viene attivato subito il mezzo con il medico (Mike) che non arriva mai in ritardo. Da Casamassima a Rutigliano, che non ha neppure un’ambulanza, impieghiamo solo otto minuti. Secondo me le statistiche rassicurerebbero di gran lunga gli utenti”.

A proposito di numeri, la responsabile del 118 vorrebbe analizzarne alcuni: “Turi registra appena il 2% dei codici rossi. In ogni caso, questo piano di riordino è un accordo integrativo. Se il sistema non dovesse funzionare, poco ci vorrebbe per tornare a sedersi su un tavolo e rivederlo insieme. Se sarà penalizzata una popolazione andrà certamente rivisto. L’assessore regionale Fiore è stato chiaro: disse che ci teneva a rivederlo e monitorarlo una volta entrato in funzione.”

La dott.sa Ladisa confida: “La Puglia in passato, è stata medicalizzata in maniera estrema. Oggi, il sistema è in carenza, è problema di tutta Italia e non solo della nostra regione. Nella nostra area abbiamo solamente tre medici che turnano 24 h su 24. Per questo noi addetti facciamo tanti sacrifici. Il 118 ovviamente riceve pressioni da tutte le parti. Capisco le ansie, ma ci vuole un po’ di civiltà e di informazione dell’utenza, poiché non si è mai pienamente informati su quando attivare un sistema di emergenza. Il piano serve tra l’altro, per evitare che il medico intervenga su qualsiasi tipo di evenienza, compresa una distorsione di caviglie o un semplice graffio”.

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