Domenica 18 Novembre 2018
   
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SISTEMA DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITÁ DEI RIFIUTI

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Il SISTRI (SISTEMA DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITÁ DEI RIFIUTI) è nato sulla scia del sistema di controllo adottato in Campania durante l’emergenza rifiuti, il cosiddetto SITRA. Per saperne di più abbiamo intervistato Tommaso D’Addato (responsabile della Cia turese).

Che cos’è il Sistri?

“Il SISTRI è un ente creato dal Ministero dell’Ambiente in seguito ad una Direttiva Europea (2008/98 CE) che prevedeva la creazione di un sistema di tracciabilità dei rifiuti. Negli ultimi mesi gli agricoltori hanno cercato di far sentire la propria voce, visto che vengono compiute delle scelte senza ascoltare la parte interessata (agricoltori ndr.)”.

Quali agricoltori dovranno iscriversi al SISTRI?

“Le aziende iscritte (al SISTRI) ad aprile hanno dovuto compiere una serie di adempimenti burocratici (ritiro di una penna USB presso la Camera di Commercio, vidimare il registro di carico e scarico dei rifiuti). Questo ha comportato l’incremento dei costi. Ora abbiamo raggiunto un buon compromesso in base al quale il 95% delle aziende agricole non deve iscriversi al SISTRI. Se posseggono determinati requisiti (producono massimo 100kg di rifiuti pericolosi annui, collaborano al massimo 5 addetti)  non sono tenute all’iscrizione al SISTRI, però, se vorranno, potranno aderirvi spontaneamente. Fondamentale è la stipula del contratto di smaltimento rifiuti con un centro di raccolta. In quest’ultimo caso, il centro di raccolta rilascerà una “scheda SISTRI” dove verrà codificato il rifiuto rilasciato. In aggiunta avranno l’obbligo di conservare la fattura del contratto di smaltimento per un periodo di 5 anni”.

L’obiettivo del SISTRI è quello della tracciabilità dei rifiuti?

“In precedenza, gli agricoltori dovevano essere muniti di un Black Box, in modo che venisse segnalato al satellite il percorso dei rifiuti, dalla campagna al centro di raccolta. Questo mi fa sorgere il dubbio che l’obiettivo non sia la tracciabilità dei rifiuti, ma far spendere soldi”.

Quanto “costa” iscriversi al SISTRI?

“Precedentemente per iscriversi era necessario effettuare un pagamento di 120 euro. Attualmente i soggetti tenuti all’iscrizione dovranno pagare 30 euro. Abbiamo contattato qualche centro di raccolta, anche quello di Turi, per chiedere delle agevolazioni dato l’elevato numero degli agricoltori”.

La CIA ha chiesto l’intervento dell’Amministrazione Comunale?

“L’attività agricola è quella che prevalentemente si esercita nel nostro Paese. Per questo motivo, in collaborazione con il presidente Palmisano, avevamo richiesto dei fondi al Comune, in particolar modo per agevolare lo smaltimento dei rifiuti dei piccoli agricoltori.  La richiesta ha avuto esito negativo, per evitare disparità con gli altri cittadini”.

Gli agricoltori smaltiscono correttamente i rifiuti?

“Probabilmente gli agricoltori gettano i rifiuti nel cassonetto, ma non in quello appropriato. Spesso per le strade di campagna si vedono dei rifiuti (ad es. frigoriferi), ma questi non hanno nulla a che vedere con gli agricoltori. Alcuni agricoltori hanno il contratto di smaltimento, ma sicuramente sono un numero esiguo”.

C’è stata una campagna informativa sullo smaltimento di tali rifiuti?

“Noi della Cia negli ultimi 18 mesi abbiamo fatto molto dal punto di vista informativo. La campagna informativa è stata effettuata. Già nel 2007, nel corso degli incontri sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari, avevamo già spiegato la necessità dello smaltimento corretto dei rifiuti agricoli. Sarebbe più opportuno conoscere i costi necessari per l’ottenimento del contratto di smaltimento. I prezzi possono variare in base a i centri di raccolta. Solitamente questi contratti prevedono una parte dell’importo fissa e l’altra variabile, in base alla quantità di rifiuti conferita”.


Le criticità sono numerose e, nonostante il SISTRI, tutti coloro che non vi aderiranno continueranno a smaltire illegalmente i rifiuti. Inoltre il SISTRI non sarà in grado di monitorare le inefficienze legate a quello che avviene all’interno degli impianti di smaltimento.

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