Venerdì 15 Novembre 2019
   
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DONNE SOTTOPAGATE: "I RAGAZZI GUADAGNANO PIU" DI NOI ESPERTE"

Siamo in piena campagna cerasicola. Sono quasi terminate le “bigarò”, seconda qualità per dimensioni e gusto. Quest’anno sono venute fuori davvero belle. Sode, succose e grosse. Non hanno risentito quasi minimamente delle piogge che si sono accanite in tre giornate separate.  Una piccola quantità si è “spaccata” nelle zone calde perché in fase di piena maturazione. Per il resto quasi nessun danno. I prezzi stanno calando man mano che il mercato entra nel vivo della compravendita. Siamo stabilmente a ridosso dei 3 €: a seconda delle giornate il prezzo al kg varia di 60 cent. Insomma, per adesso, poche marmellate in fase di preparazione. E questo non è che un bene. Perché vuol dire buona qualità e poche ciliegie guaste. “Giorgia” e “forlì” stanno facendo capolino tra i rami dei ciliegi delle campagne locali. Anche per queste due varietà è prevista un’annata ricca di soddisfazioni. Addirittura, le prime, potrebbero essere così grosse e profumate da non finire nelle industrie ma direttamente nei mercati per la consumazione diretta. L’unica pecca di quest’anno è, purtroppo, quella riguardanti le “ferrovie”. Pare che qualche rinfrescata troppo brusca abbia bloccato sul nascere la crescita di questa qualità. A detta di un agricoltore, “ogni dieci ne crescono  quattro”, ma più grosse e buone del normale. Poca quantità e molta qualità. speriamo che i prezzi alti data l’esigua quantità possa portare nelle tasche dei turesi almeno le spese di produzione e manodopera. E questo è un altro punto caldo della stagione. Migliaia di operai sono indaffarati in questi giorni a svestire gli alberi dei loro frutti. La maggior parte sono imprese familiari, che per le ultime direttive, sono costrette a sbrigare con l’aiuto dei parenti più stretti le fasi della raccolta. Ma a quanto pare, a parte questo piccolo e importante particolare, c’è una mini rivolta che sta prendendo largo: quella dei pagamenti delle donne. Già dall’anno scorso si sentiva parlare di sottopagamento. Anche quest’anno si sta ripetendo la stessa situazione. 5, addirittura 7 in alcuni casi, gli euro di differenza tra la loro giornata lavorativa e quella di un ragazzo alle prime esperienze in campagna. Motivazione?  Pare per la resistenza fisica dell’uomo, che si avventura più spesso delle donne sulle scalette per raggiungere i rami più angusti degli alberi. L’esperienza quindi è stata messa da parte, e i risentimenti, ovviamente, vengono fuori. C’è chi raccoglie da una vita che si vede “scavalcata” da un ragazzo universitario che è lì solo per ritoccare i propri guadagni mensili. Non una bella situazione. Anche gli stranieri vengono pagati poco. Siamo sugli stessi numeri delle donne, se si parla di albanesi. Gente di altre personalità viene pagata ancora meno. Alla faccia della parità dei sessi. Una signora da noi interpellata ci ha spiegato che alle donne questa situazione comincia a stare davvero stretta. “Va bene che ormai ce la portiamo avanti da anni questa situazione, ma le modalità di coltura e raccolta sono cambiate. Prima l’albero veniva fatto crescere in altezza e gli uomini rischiavano anche la vita salendo spesso in bilico tra i rami. Oggigiorno, però, questo non avviene più. I rami vengono tenuti bassi proprio in funzione della raccolta, da far avvenire in maniera più veloce e agevole. Tutti usiamo le scalette e le cassette per arrivare dove l’altezza non ce la fa. Quindi è inammissibile continuare con questa disparità di pagamenti”. La signora da noi interpellata, preferisce non essere menzionata, ma continua spiegandoci che “la quantità di ciliegie raccolte dai due sessi ormai è identica. E il colmo è vedere i ragazzini che sono lenti, non ce la fanno a tenere su le braccia, fanno gli squilli alle ragazzine, ma guadagnano quanto noi. Dovremmo rinascere in un’altra vita, uomini, così da essere rispettate di più sul lavoro”.

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