Mercoledì 11 Dicembre 2019
   
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QUALCUNO GIURA CHE SUGLI ALBERI CI SIANO IL DOPPIO DELLE CILIEGIE PREVISTE

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E così è cominciata la stagione. Primi giorni con prezzi da urlo: 18€ al kg per qualità di basso rilievo commerciale. In poche ore siamo tornati a livelli rientranti nella media.  Ma è possibile che ci si lamenta dell’aumento delle temperature dell’intero pianeta e, proprio a Turi, due o tre giorni di frescura bastino per compromettere un’annata cerasicola? Forse sta diventando una strategia quella di dire sempre “ci rifaremo il prossimo anno”. Interpellare gli agricoltori è diventato davvero impossibile. Nessuno ti dice realmente come vanno le cose nel proprio “vignale” (termine paesano con cui si indica un appezzamento di circa 3600 metri quadrati). Per avere una stima di quello che realisticamente sta avvenendo nei campi turesi bisogna affidarsi alle confidenze dei parenti, gli unici, guarda caso, a dichiarare che quest’anno le ciliegie sono il doppio dell’anno scorso! Addirittura si è sparsa la voce che le Ferrovie, l’”oro rosso” turese, quest’anno si siano dimezzate. Una grossa quantità sarebbe andata persa nei i primi sei giorni di aprile in cui, brina e freddo, avrebbero impossibilitato l’impollinazione dei frutti. Un bel pesce d’aprile, insomma. Il 50% dei frutti, quindi, sarebbe andato perduto. Quantità persa ma a favore della qualità. Le poche Ferrovie resistite al clima sfavorevole saranno più grosse, più succose e saporite del solito. Un nostro vecchio amico di infanzia aveva un nonno che diceva sempre: “in annate come queste, tante o poche, le ciliegie portano sempre gli stessi soldi”. In effetti, più ciliegie ci sono, meno vengono “prezzate”. Meno ce ne sono, più costano ai compratori. Il risultato, a parte annate drastiche, è che per gli agricoltori la questione critica si risolve con le più vecchie leggi di mercato.  C’è comunque qualche romantico dell’agricoltura che spera in una ripresa negli ultimi giorni prima delle fioriture di quei frutti rimasti traumatizzati dalla brina. Rimane anche il dubbio nel credere a queste voci riflettendo su tutti i giochetti strategici fatti dagli agricoltori. C’è chi ha puntato sull’anticipo. Chi no. Chi ha i propri campi in zona calda. Chi in quella fredda. Le maturazioni perciò possono aver avuto differenti decorsi, e sembra statisticamente impossibile che tutte le ferrovie siano state “intercettate” dal cattivo tempo nell’arco di una sola settimana.  Accantonata la questione Ferrovie, da rivedere tra almeno un mese quando si cominceranno a raccogliere, restano da analizzare tutte le altre qualità. La “Stella”, la “Giorgia”, le “Forlì” e le “Bigarò” stanno piuttosto bene perché hanno “scansato” quella maledetta settimana grazie alla loro maturazione precoce. Le ultime citate, maturate qualche giorno prima, sono quasi pronte per essere vendute. I compratori hanno alzato le saracinesche pronti a far confluire nei magazzini miriadi di cassette al giorno da destinare al grande mercato. Intanto la cooperativa comincia a mettersi in moto. Al secondo mandato della gestione Colaprico, il presidente dell’Ortofrutticola ci dice che la Cooperativa ha aumentato di molto la propria popolarità (grazie anche alla Fiera Campionaria), e le richieste di iscrizione alla stessa non mancano. Come diceva lo stesso Colaprico nell’ultima riunione dei soci, la gente vede il nuovo “regime” onesto: “il primo che dopo molti anni ha chiuso l’annata in attivo”.

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