GIGANTELLI (RISPONDE, E) RASSICURA: "NON VERRA" ABOLITO ALCUN COMUNE"

 

 

  Biagio elefante: “vogliono abolire i comuni”

Sarà una grossa opportunità di crescita per tutti i comuni dell’area

In settimana Biagio Elefante aveva contestato duramente la decisione di aderire al Piano Strategico Terra di Bari. Si lamenta anche quando la minoranza è d’accordo, incredibile. Ma è doveroso ricordare il polverone che da solo è riuscito a creare. Sin dai giorni della Fiera Campionaria, ha esposto sul portone di casa sua un cartellone per denunciare “l’abolizione dei Comuni” e distribuito tra la gente volantini per mettere tutti al corrente di quanto stia per accadere. Come se non bastasse si è esposto in un comizio pubblico in Piazza Aldo Moro, ribadendo le (sue) preoccupazioni sul progetto. Elefante  ha affermato che “i cittadini della metropoli dipenderebbero da Bari, dal Sindaco di Bari, dal piano regolatore di Bari, pagherebbero le tasse di Bari. Insomma, per ogni questione, dovrebbero rivolgersi a Bari. In cambio ne ricaverebbero cemento e delinquenza”. A tal proposito, il Sindaco, Enzo Gingantelli, durante il Consiglio Comunale Monotematico sul Piano Strategico, ha tenuto a puntualizzare che questo epilogo non si verificherà mai, in quanto la Repubblica Italiana si fonda sulle Municipalità, quindi sui Comuni. Per tanto ha fatto intendere di ritenere assolutamente esagerate e fantasiose le affermazioni di “quel qualcuno”. Per tanto, “il Comune di Turi, il suo Sindaco pro-tempore continueranno ad operare e ad esistere. Inoltre, il Sindaco, si è dilungato per spiegare come nei mesi scorsi i Sindaci dei Comuni interessati dal Piano Strategico hanno discusso sul dilemma “convenzione o unione tra Comuni”. Il Sindaco di Turi ha votato per la seconda opzione. Tuttavia non è escluso che in futuro si possa pensare ad una unione di Comuni.

Pochi gli interventi della minoranza: Natalino Ventrella ha letto una relazione (che riportiamo a fianco); la dottoressa Resta e Mimmo Leogrande si sono espressi circa la loro perplessità sul reale ruolo che Turi potrà avere rispetto a paesi molto più popolosi e estesi. Il dott. Pietro Risplendente, invece, ha chiesto chiarimenti sulla concretezza di miglioramenti che i cittadini potrebbero ricevere con l’avanzamento del Progetto. Comunque, tutti si sono dichiarati favorevoli, votando all’unanimità il punto all’ordine del giorno. Stesso esito per il secondo punto relativo all’ Istituzione del Premio nazionale per lo Sport “Oronzo Pugliese”.

Sul forum di un noto sito locale, turiweb.it, alla domanda “Cosa ti rende fiero del tuo paese?”, moltissimi turesi hanno risposto di essere orgogliosi di avere come concittadino un uomo di grande carisma quale è stato Oronzo Pugliese. Il premio intitolato col suo nome avrà lo scopo di assegnare un riconoscimento al giovane italiano che meglio si sarà distinto nell’ambito sportivo. Ogni anno si procederà alla premiazione del vincitore durante la Sagra delle Ciliegie. In questo modo, oltre ad arricchire il foltissimo programma della festa cerasicola locale, verrà rivolto un ricordo all’allenatore che “magicamente”, partendo da Turi, ebbe la fortuna, e l’onore, di allenare squadroni come la Romala Fiorentina.

 

IL CONSIGLIERE VENTRELLA SI ESPRIME SUL BA2015

“SERVE UN PIANO STRATEGICO PARTECIPATO E CONDIVISO”

Tutti vorremmo vivere in un agglomerato di città amiche: città funzionanti, con adeguati servizi, ricche di occasioni culturali, gradevoli, non inquinate, pulite, sicure, solidali, con un forte rinnovamento economico, ecc. Senza dubbio il Piano strategico potrebbe favorire lo sviluppo socio economico produttivo dell’intera area metropolitana. Tutto questo può avvenire, solamente, attraverso un costruttivo e lento confronto fra le Pubbliche Amministrazioni interessate, al fine di dare impulso e sostegno integrato e coordinato ai vari settori sociali ed economici. Un percorso, però, che sarebbe iniziato, parlo per il Comune di Turi,  con una intensa campagna di sensibilizzazione ed informazione, attraverso convegni e seminari specifici, anche mediante l’istituzione di un apposito sportello informativo presso la segreteria dell’Ente, o anche attraverso un apposito sito internet  al fine di far meglio comprendere a tutti i cittadini, l’importanza di questo progetto di sviluppo. Il governo di una città deve avere una dimensione territoriale che và ben oltre i confini comunali per evitare lo sviluppo di una urbanizzazione selvaggia. Ciò significa battersi per uno sviluppo sostenibile e questo progetto può consentirci di migliorare la qualità della vita.
Questo Comune, negli anni a venire, potrebbe diventare più ricco, grazie ad una globale crescita economia del settore industriale, artigianale e commerciale. L'assenza di un adeguato governo del territorio e delle sue trasformazioni, ha però determinato un ambiente urbano fragile, sempre più privo di identità. Ma questa esigenza non può trovare una soluzione solo con nuove infrastrutture stradali, perché richiede una riorganizzazione complessiva e organica del territorio, che riduca la dispersione delle attività produttive, commerciali e residenziali e che punti al trasporto collettivo delle persone e a soluzioni logistiche adeguate. Tutto ciò è necessario, ma non basta. Occorre connetterlo con l'idea di uno sviluppo più qualificato, capace di competere nella fascia alta ed innovativa delle produzioni e , di conseguenza, in grado di generare lavoro qualificato, di sostenere anche più elevati livelli salariali e migliori condizioni di lavoro. Serve dunque un piano strategico, da costruire in modo partecipato e condiviso. I trend demografici mostrano che nel prossimo decennio avremo una diversa composizione anagrafica con un aumento delle fasce di popolazione costituite da bambini e anziani e di " immigrati extracomunitari". Il futuro richiede quindi più welfare e quindi maggiore impegno da parte dell'amministrazione pubblica. Se tale impegno non dovesse esserci lo scenario futuro potrebbe riservarci situazioni di emarginazione sociale e la creazione di quartieri monoculturali ed etnici. Tale obiettivo favorirà lo sviluppo di una cultura fondata sull' interesse collettivo, orientata a garantire che lo sviluppo della città non si trasformi in vantaggio per pochi a danno di molti. Ciò che ci dovrebbe muovere è la convinzione che la città e il territorio sono un patrimonio comune, in cui i beni essenziali per la qualità della vita non possono risultare dalla somma di interessi particolari, ma solo da una consapevole assunzione di responsabilità pubblica. Essendo la città contemporanea sistema complesso e luogo di molteplici e conflittuali esigenze, la sua trasformazione non può prescindere dall'esistenza di politiche urbane che cercano di governare questi conflitti e che tendono alla maggiore funzionalità e migliore qualità della vita. Per governare un sistema complesso come la città, senza ricorrere a semplificazioni che privilegino singole componenti sociali o poteri forti, occorre assumere una scala di valori che privilegi i diritti di cittadinanza, l'equità sociale, la solidarietà, la sostenibilità dello sviluppo nel tempo, ossia la salvaguardia della qualità della città pensando anche alle generazioni future.