Mercoledì 11 Dicembre 2019
   
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LA TERRA DELLE CILIEGIE E" GIA IN FERMENTO PER L" "ORO ROSSO"

 

 

 Lontani dalla raccolta, si pensa a giocarsi la carta dell’ “anticipo”

 

Turi – Lontani dalla raccolta. Lontani dalle scorpacciate. Lontani dall’estate. Eppure, proprio in questo mese avviene la scelta strategica che determinerà la riuscita o la disfatta. Ma sei mesi prima come si può prevedere come si comporteranno piogge e sole? Trucchi del mestiere, scaramanzia, previsioni a lungo termine. Sono queste le carte da giocarsi per un risultato visibile solo tra 4/5 mesi. In realtà, tutto è nelle mani del clima e della sua clemenza, o meglio parsimonia, nel distribuire acqua e caldo nei momenti opportuni. Piogge troppo abbondanti in inverno potrebbero far ghiacciare le radici e compromettere l’intera annata. Piogge nei periodi caldi potrebbero far spaccare le ciliegie e far abbassare i prezzi. Poca pioggia non garantirebbe una grande quantità e qualità del prodotto. Inoltre intervengono come al solito le incognite “zona calda, zona fredda”, “anticipo si, anticipo no”. Ebbene, anche se Turi è un piccolo paese, di zona in zona le cose cambiano e di molto. Verso Conversano e Sammichele, le zone più calde, le ciliegie maturano prima spontaneamente, ma possono “anticipare” il periodo di maturazione con speciali metodi di coltivazione. Nelle zone fredde, ci sarebbero poi ritardi naturali di maturazione che potrebbero rendere troppo tardiva la maturazione di ciliegie che andrebbero vendute a maggio e non a giugno.

Ancora, problemi per chi ha diverse qualità, in diverse zone. Potrebbero accavallarsi i periodi di raccolta e tutto ciò sarebbe un grosso problema per gestire le squadre di lavoratori da portare in campagna. Ma parliamoci chiaro, il problema resta il ricavo dopo un’annata di speranze e attenzioni per le proprie campagne. Effettuare l’anticipo potrebbe significare incappare in qualche residuo di maltempo primaverile, ma potrebbe rivelarsi una scelta azzeccata se tutto andasse per il verso giusto: si avrebbero guadagni consistenti e si riuscirebbe a strappare i prezzi migliori ai compratori. Qualcuno invece lascia che la natura faccia il suo corso. In questo modo, comunque gli agricoltori si affiderebbero comunque alle sorti delle piogge e del caldo, rischiando di arrivare troppo tardi al periodo di vendita con i prezzi ribassati di molto.

Quasi due mesi di raccolta. Dal 10 Maggio agli ultimi giorni di Giugno. “Bigareu, Forlì, Giorgia e Ferrovia”, una dopo l’altra. Qualità diverse, ognuna col proprio valore e utilità. Un periodo di vitale importanza per Turi, che stabilisce le sorti di un’intera cittadina per l’anno successivo. Si, perché senza ciliegie non guadagnano i coltivatori, e senza i loro soldi l’economia si ferma di botto bloccando le attività commerciali. Turi ne ha di esperienza, eccome. Ha già vissuto periodi di magra a causa di alluvioni nel bel mezzo dei mesi su citati. Fortunatamente negli ultimi anni la produzione è stata ottima e a livello nazionale la nostra ciliegia ci ha portato a ricevere diversi premi a livello nazionale. Per adesso non si possono fare previsioni.

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