Domenica 17 Novembre 2019
   
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E SE DONASSI ANCHE TU?

APPUNTAMENTO al Poliambulatorio - Via Pietro De Donato Giannini - 8.00/11.30

Ecco i promemoria PER GLI “aspirantI donatorI”

 

 


 

Turi – Domenica mattina presso il Poliambulatorio di Turi  è indetta la prima giornata dell’anno dedicata alla donazione del sangue. Di seguito abbiamo raccolto alcune risposte relative a domande frequenti che ci si pone prima di diventare donatori.

Chi può donare?

Chiunque sia in buona salute, pesi almeno 50 kg, abbia compiuto 18 anni. Si può donare fino a 65 anni ed oltre, a giudizio del medico; chi però è alla prima donazione, non deve aver superato l’età di 60 anni. I sanitari del Servizio di Immunoematologia e Trasfusionale (SIT) sono tenuti ad accertartare che i donatori siano in buona salute affinché la donazione non danneggi né questi né i riceventi.

Come si dona?

È necessario tenersi a digiuno per almeno 8 ore prima del prelievo del sangue; è possibile bere caffè o tè, ma non bevande alcoliche. Si consiglia di non fumare immediatamente prima e dopo la donazione.

Cosa si può donare?

Oltre che sangue intero, si possono donare uno o più emocomponenti mediante procedure di aferesi
Una sofisticata macchina (“separatore cellulare”) è in grado di prelevare il sangue dal donatore, separare e raccogliere uno o più emocomponenti, reinfondendo gli altri (plasma-aferesi, piastrino-aferesi) senza alcun rischio per il donatore.

Quante volte si può donare?

La legge italiana impone che trascorrano almeno 90 giorni tra una donazione di sangue intero e l’altra. L’uomo può donare 4 volte in un anno, la donna in età fertile 2 volte.
Nel caso di donazione in “aferesi” gli intervalli di tempo tra due donazioni successive sono:
14 giorni tra due donazioni di plasma o piastrine, o tra una donazione di plasma o piastrine e una donazione di sangue intero; 1 mese tra una donazione di sangue intero e una di plasma o piastrine .

In quanto tempo si riforma il sangue?

Il volume del sangue in circolazione si normalizza quasi immediatamente. Sono necessari circa 20 giorni perché si ripristini il normale numero di cellule.

Quanto si dona?

La quantità di sangue intero che si può prelevare per ogni donazione è di 450 ml (±10%)

Chi non può donare?

Esclusione permanente in caso di: Malattie infettive (epatiti virali B e C, sifilide, infezione da HIV, ecc.), Malattie del cuore e del sangue, Malattie autoimmuni, Diabete insulino-dipendente, Soggetti rapiantati, Tumori maligni, Epilessia, Alcolismo e tossicodipendenza,  Comportamenti sessuali ad alto rischio infettivo, Esclusione temporanea in caso di: Gravidanza (e per un anno dopo il parto), Trasfusioni di sangue (per almeno un anno), Interventi chirurgici (un anno) e ambulatoriali (sei mesi), Esami endoscopici e per uso di catetere, Assunzione di farmaci (durata variabile), Vaccinazioni, Allergie in fase acuta, Viaggi in paese tropicali, Agopuntura, tatuaggi e “piercing” se non realizzati secondo norme igieniche, Rapporti sessuali occasionali.

….ed inoltre :
Il donatore periodico è preferito al donatore occasionale poiché quest’ultimo offre minori garanzie di sicurezza di controllo;
Il donatore ha diritto a ricevere a casa gratuitamente i risultati delle analisi effettuate sul suo sangue;
Al donatore è riconosciuto il diritto ad assentarsi dal lavoro nel giorno in cui effettua la donazione, conservando la normale retribuzione;
La donazione del sangue non fa male, non provoca assuefazione, non causa debolezza, non determina infezioni di alcun tipo dal momento che, per il prelievo, sono utilizzati materiali sterili e monouso.
La “federazione Pugliese Donatori Sangue”, costituitasi a Bari nel 1977, è un’associazione di volontariato apartitica, aconfessionale e senza fini di lucro. Sua finalità istituzionale è la promozione del dono anonimo, gratuito e periodico del sangue e dei sui componenti.
È organizza in Sezioni distribuite sul territorio regionale e aderisce alla FIDAS(Federazione Italiana Associazioni Donatori di sangue).
La FPDS opera in collaborazione con il SIT (Servizi di Immunoematologia e trasfusionali) della Sanità Pubblica Regionale, i soli a gestire il sangue raccolto.

Ma soprattutto, perché dovremmo donare il sangue?

La trasfusione di sangue, o di un suo componente, è spesso l’unica terapia in grado di salvare una vita umana: si pensi ai traumatizzati, ai grandi ustionati, ai talassemici, agli emofilici, ai trapiantati….
Ogni anno, in parallelo con i progressi della scienza medica, aumenta il fabbisogno di sangue da trasfondere, sangue che non può essere ottenuto solo dall’uomo.
Oggi in Puglia si raccolgono due terzi del sangue necessario a soddisfare tutte le esigenze trasfusionali della Regione.
La donazione del sangue è occasione di medicina preventiva.

 

(Notizie raccolte dal sito internet http://www.fidasturi.it/)

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