Mercoledì 26 Febbraio 2020
   
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ULTIMI RITOCCHI PER LA CHIESETTA DI SAN ROCCO

 

Dopo la pausa autunnale si ricomincia con i restauri all’interno

L’architetto Logrillo: “contiamo di terminare i lavori entro febbraio”

Turi – Subito dopo le vacanze natalizie, e il periodo di abbondanti piogge che hanno bloccato l’avanzamento dei lavori di ristrutturazione, è ripartita a pieno regime la fase di restauro iniziata l’anno scorso sotto la guida dell’architetto Pietro Logrillo. Prima dell’estate scorsa fu portata a termine la risistemazione della parte esterna e dnell’area circostante la chiesetta, ove è stata ricavata una graziosissima villetta di pietra bianca con tanto di panchine e prato inglese. Attualmente, invece, sono in corso d’opera i ritocchi all’interno dell’edificio. Le pareti del soffitto e la pavimentazione sono le ultime parti da rifinire prima della “riconsegna” nelle mani del Paese di questo prezioso monumento. Esso rappresenta l’esempio meglio conservato di un tipo di chiesa caratteristico della Puglia. Si tratta dell’accoppiamento di due ambienti coperti a calotta emisferica dell’edificio in modo più pronunciato sui lati corti. Essi sono indipendenti l’uno dall’altro, coperti a piramide, con croci terminali al vertice, a mo’ di acroteri fioriti dei trulli. L’accostamento a queste caratteristiche costruzioni pugliesi è maggiormente accentuato dal rivestimento a “chincarelle” di tutti i tetti. La fabbrica è squadrata, ma ingentilita dalla cornice lineare dei tiburi e da quella a denti di sega inseriti nel corpo della stessa fabbrica. La porta originaria ha in alto un architrave in pietra con un epigrafe, datata 1505 (che ne attesta il primato di “anzianità architettonica” a Turi) protetta da un semplice protiro atrofizzato pensile, esternamente timpanato, internamente a sesto acuto, nell’ambito del quale è aperta una finestra quadrata.  Proprio durante al fase dei restauri è emerso sulla porta, nascosto sotto le “mani” di pittura durante i vecchi restauri, un antico spioncino caaratteristico.

La muratura contenuta nel sesto è diversa dall’altra, sicchè sorge il dubbio che qui fosse una decorazione, bassorilievo, o dipinto, alla quale si riferirebbe la data dell’architrave. Nel tardo rinascimento la chiesetta fu trasformata, l’ingresso fu spostato nel lato corto, opposto all’originario dove fu aperta una nuova porta (quella rivolta verso via XX Settembre) con la mostra in pietra da taglio conclusa a timpano triangolare. Sul filo della facciata a destra fu costruito un elegante campanile a vela, cuspidato con un solo alto fornice. Alcuni studiosi raggruppano questo monumento con le chiese a due cupole dei secoli XI eXII. Durante le fasi di restauro dello scorso giugno sono state riportate alla luce antiche fondamenta, elementi che hanno fatto pensare ad una struttura costruita in seguito al crollo di una ancora più antica.

I responsabili dei restauri si dichiarano entusiasti dei risultati ottenuti, e della approvazione popolare riscontrata dalla nuova piazzetta, ricavata per sottrarre alla chiesetta il triste ruolo di semplice spartitraffico, facendola diventare un vero e proprio luogo di passeggio e relax apprezzabile da tutti i fronti. I lavori saranno completati entro febbraio, permettendo alla cittadinanza di festeggiare tranquillamente la festa della Liberazione del 25 aprile, che come tradizione viene ricordata con il rito del “Pass a Pass”.

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