Sabato 22 Febbraio 2020
   
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DIMISSIONI IMMINENTI DEL SINDACO GIGANTELLI?

 

Il lunedì di Occhiosalato

 

Vincenzo  Gigantelli. Sindaco di Turi dallo scorso maggio. Otto  mesi, ma sufficienti: Per fare proclami, Per festeggiare, Per fare confusione, Per proibire ai suoi assessori e delegati di rilasciare interviste ad alcuni redattori di giornali locali rei di non incensarlo e  non riverirlo, Per rifare i regolamenti, Per farsi vedere poco sul Comune, Per non farsi vedere in giro per Turi, Per comunicare poco con la gente, Per fare da baby-sitter ai suoi assessori colti sempre impreparati alle domande insistenti della minoranza, Per togliere il pulmino dello scuolabus ( Che coraggio! Nessun sindaco aveva osato tanto…), Per nominare direttore generale la segreteria del Comune impegnando una spesa di 15mila euro, Per andarsi a impelagare nella storia di Pronto-fatto dove  fa la figura di chi ignora l’ art. 68 comma 2  e  comma 1 bis del d.lgs 267/2000 che parla di “incompatibilità con decadenza delle cariche”, Per aver  rimandato al 29 gennaio il Consiglio comunale che  avrebbe dovuto invece convocare prima possibile per chiarire ai turesi la sua posizione ( invece stiamo  ad aspettare che Sua Maestà il sindaco si degni di confortarci con le sue spiegazioni per ciò che è accaduto). Nel frattempo  è stato censurato un articolo su questo sito che nessuno  leggerà più e dobbiamo ringraziare di questo regalo l’avvocato della ditta Pronto-fatto che è intervenuto presso il responsabile del sito. Per un sindaco che nel programma elettorale aveva messo ai primi posti la libertà di comunicazione, la disponibilità, la volontà di avere un rapporto diretto con i turesi. Invece… Mai visto un sindaco a Turi che, da voler essere aperto a 360 gradi, si chiude, si riaggomitola, che parla con i suoi assessori, peraltro sempre pronti a dirgli di sì. Ma Gigantelli è così. Gli piace che la stampa sia schierata con lui e faccia da cassa di risonanza ai suoi pochi fatti e alle sue tante, troppe parole. Oltre il 50% dei turesi ha votato per lui, compreso Biagio Elefante che adesso lo sta mettendo in croce. E Gigantelli, ora che dovrebbe parlare, sta zitto. La prego, sindaco, dica qualcosa, anche una cosa qualsiasi, ma la dica. Faccia qualcosa, anche una cosa qualsiasi, ma la faccia. L’importante è che ognuno sia libero di pensarla in maniera diversa da lei e, se vogliono parlare, li faccia parlare. Perché imbavagliare la loro volontà di dire, di esprimersi? Sapesse, sindaco, come si sentono  ghettizzati, intimoriti i suoi assessori! Cerchi di capirli. Hanno voglia di parlare. Li lasci liberi di essere se stessi, di sbagliare. A meno che lei voglia l’esclusiva anche degli errori.

Sappiamo che il consiglio comunale sarà convocato il 29 gennaio. Una seduta che si prevede interessante. Qualcuno si aspetta il colpo di teatro da parte sua. Qualcuno è  convinto che lei scelga quell’occasione per dimettersi da sindaco, senza aspettare l’udienza del 4 marzo. Vedremo. Ricordiamo che, in tutto il “bailamme” del consiglio comunale del 29 gennaio, c’è pure l’intervento di Piero Palasciano che deve spiegare ai presenti il motivo per cui  dalla minoranza  passa alla maggioranza. Caro Piero, che momentaccio per approdare da Gigantelli. Ti ricordo che, avendo votato e fatto votare per il Partito democratico, sei a tutti gli effetti  uno dei 549 fondatori del Pd. Giovedì sera c’è un’assemblea pubblica del Pd.  Sappi che,  se  cambi idea, un piatto caldo lo trovi sempre presso il Pd. Dove soprattutto non trovi  Gigantelli… ( Ma trovi Ciccarone: dalla padella alla brace? ).

 

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