Lunedì 19 Novembre 2018
   
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PROTESTE ALLA RIFORMA: L’ITC PARTECIPA

rappresentanti_ITC

Continuano le voci di protesta dei ragazzi nei confronti della Riforma del ministro Gelmini. Lunghi cortei, manifestazioni in piazza, striscioni e scontri sono sulle prime pagine dei giornali o nelle immagini dei TG nazionali e regionali. Sicuramente meno gridata, ma parimenti sentita, quella che si protrae da giovedì 2 dicembre presso l’Istituto Tecnico Economico Statale “Sandro Pertini” di Turi.

Abbiamo incontrato 3 dei 4 rappresentanti degli studenti, Luisi, Manosperta e Masi, che ci hanno spiegato le loro motivazioni.

Una forma di protesta più ordinata e più concreta quella che li ha visti partecipi in un incontro organizzato in assemblea straordinaria il 2 dicembre, quando, autogestiti, con il consenso del Dirigente Deleonardis, si sono confrontati in un lungo dibattito. Ne è emerso un disagio che colpisce soprattutto i trasporti dei pendolari.

“La nostra protesta – ci spiegano – parte dai tagli che la riforma prevede nei confronti della spesa per la scuola pubblica. Di questi, sicuramente approviamo quelli che incidono sulla cancellazione di facoltà con pochi studenti, ma in quanto ragazzi di un istituto superiore, quello che maggiormente ci colpisce, sono le variazioni sulle ore scolastiche”.

Dall’incontro-confronto dello scorso giovedì, tenuto tra alunni e docenti, è affiorata infatti una reale difficoltà dei primi nel trasporto pubblico. Giornalmente, infatti, le ore scolastiche sono aumentate da 50 a 60 minuti e questo induce i tanti pendolari a dover attendere quasi un’ora prima di poter tornare a casa. Dalle 14:00, ora d’uscita, i ragazzi sono obbligati ad aspettare il pullman delle 14.40, per giungere, a Conversano, circa 20 minuti dopo. Identico problema, per i ragazzi provenienti da Putignano, Noci, Sammichele o Casamassima. Tutti sono costretti a lunghe attese prima di poter salire sui mezzi pubblici.

“Noi studenti di Conversano - incalzano - arriviamo a casa alle 15:00 e il maggior disagio è soprattutto per i ragazzi del quinto anno che si vedono 5 giorni, su 6, appesantiti da questo ritmo”. In realtà, aggiungono, questo è un problema che coinvolge tutte le scuole e la nostra forma di protesta fa da supporto alle tante manifestazioni che si stanno svolgendo in tutta l’Italia.

ITC

Purtroppo, riconosce il Preside Deleonardis, molti studenti, soprattutto i più piccoli, non conoscono neppure i reali motivi della protesta e dello sciopero e “mi mortifica che alcuni continuano a voler scioperare e protestare. Questo non serve! È vero, siamo in protesta, ma non bisogna interrompere la programmazione scolastica oltre il necessario”.

I ragazzi, comunque, a voce dei loro rappresentanti, esprimono il desiderio di proseguire, in maniera rispettosa, la loro disapprovazione nei confronti della riforma e diffondono queste parole:

“[…] Ancora una volta una riforma scolastica è decisa dall’alto senza ascoltare l’opinione degli studenti, cioè i soggetti maggiormente interessati ad essa e che vivono il disagio del cattivo funzionamento del sistema scolastico e universitario, dovuto alla scarsità di risorse finanziarie che sono diventate sempre più esigue negli anni. Le risorse destinate all’istruzione saranno, secondo tale riforma, maggiormente indirizzate alla scuola privata, a svantaggio della scuola pubblica, provocando inevitabilmente una netta distinzione sociale e culturale tra gli studenti, vanificando quanto negli ultimi decenni è stato conquistato: il servizio pubblico dell’istruzione accessibile a tutti senza alcuna distinzione di censo e ceto sociale. Sarebbe giusto, quindi, che studenti con spiccate capacità vedano il loro futuro compromesso da questa insensata logica basata sul benessere economico, eliminando il criterio della meritocrazia? Gli studenti solidarizzano con quanti, studenti, ricercatori, docenti e tutto il personale universitario e scolastico nel complesso, manifestano da giorni nelle grandi città, finora inascoltati, anzi tacciati di essere superficiali, irresponsabili e sovvertivi dell’ordine sociale. […] Noi studenti però continueremo a compiere comunque il nostro dovere, consapevoli che l’impegno quotidiano di ognuno di noi e di tutti con una scuola migliore, contribuirà al progresso spirituale e materiale della società.”


 

 

 

 

Commenti  

 
Peppì
#1 Peppì 2010-12-08 00:53
bravi ragazzi! fate casino!
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