Lunedì 19 Novembre 2018
   
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MENO RIFIUTI, PIÙ ALTA LA TARIFFA. IL VIDEO

dis-rif

Cosa sta succedendo in contrada Martucci a Conversano dopo una sentenza del TAR, un’ordinanza del commissario Nichi Vendola e una sospensione del Consiglio di Stato. In quale discarica si stanno mettendo i rifiuti, quando partiranno gli impianti e se partiranno, come va la biostabilizzazione e perchè ci sono i gabbiani, dove sarà smaltito il CDR, quale sarà la tariffa di conferimento dei rifiuti agli impianti e quale quella relativa allo smaltimento del CDR. Infine, che riflessi avrà la raccolta differenziata spinta porta a porta sulla remuneratività degli impianti complessi costruiti dalla Progetto Ambiente e, forse, gestiti da questa stessa società. Questi sono gli argomenti sui quali abbiamo “interrogato” Rocco Lombardi, Carmine Carella e Antonio Albanese.

Chi sono è presto detto: Lombardi è presidente e amministratore unico della Progetto Ambiente e amministratore unico anche della Lombardi Ecologia; Carella è l’ingegnere che ha progettato gli impianti e ne ha diretto i lavori di costruzione; Albanese è anche lui amministratore della Progetto Ambiente oltre ad esserlo pure della CISA, società che - nella Appia Energy con la Marcegaglia - gestisce l’inceneritore di Massafra (unico attivo in Puglia).

Gli argomenti erano tanti, l’intervista, dunque, dura circa quaranta minuti. E' divisa in tre parti ed è audio, montata come un video.

La versione completa dell’intervita la pubblicheremo a breve. Quella che vi anticipiamo qui è una sintesi di dieci minuti incentrata su due argomenti importanti: la vecchia e la nuova discarica e la dinamica alquanto perniciosa relativa alle minori quantità di rifiuti in ingresso agli impianti dovuta alla raccolta differenziata.

Gli impianti nel bacino BA/5, come quelli che la GOGEAM - con la Lombarti e la Tradeco - sta costruendo in altri cinque bacini sparsi per la Puglia, sottendono a una logica economica e di impresa molto precisa: la quantità di rifiuti in ingresso e i costi di gestione, di ammortamento capitale e guadagno nei quindici anni di esercizio.

Abbiamo chiesto al rag. Albanese cosa succede se i comuni conferiscono il 50% dei rifiuti in meno così come dovrebbero fare secondo il Piano regionale rifiuti. La risposta è stata chiara, come sentirete nell’intervista: non si può pretendere che la società lavori in perdita. Se i rifiuti diminuiscono bisogna agire sulla tariffa perchè bisogna “salvaguardare gli equilibri economici e finanziari” della gestione dell’impianto.

Dunque, meno rifiuti arriveranno alla piattaforma, più alta sarà la tariffa di conferimento, e non può che essere così, come ha spiegato il rag. Albanese.

"Non è pensabile - ci ha detto l’altro ieri - poter immaginare che la gestione di un impianto possa essere fatta sotto costo". "Non è la logica dell’impresa - ha aggiunto l’amministratore delegato della CISA - è la garanzia che sia svolto un servizio pubblico di primaria necessità nei termini e nei modi previsti contrattualmente". "Se io ho previsto di guadagnare il 10%, non solo tu mi devi garantire l’equilibrio economico finanziario, tu mi devi garantire l’utile che ho previsto quando ho fatto la gara. Quindi io devo continuare a guadagnare quel 10% previsto inizialmente" ha chiosato Albanese.

Questa è pura e legittima logica economica sulla base della quale le imprese private si muovono, operano, quando sono chiamate ad investire denaro magari per un servizio pubblico come lo smaltimento dei rifiuti. Che sia la Progetto Ambiente o altra società a gestire quell’impianto, il problema è che i cittadini saranno chiamati a garantire l’utile a quella attività economica perchè, come è noto, le S.p.a. o le S.r.l. non sono opere pie, non fanno nulla gratis soprattutto quando ci mettono di proprio 19 milioni di euro per allestire un servizio a tariffa.

Qui siamo di fronte a una situazione che ha dell’assurdo.

I comuni sono chiamati per legge a fare la raccolta differenziata in percentuali sempre più ambiziose, la regione Puglia (Fitto-Vendola) pianifica e fa costruire un sistema impiantistico che, paradossalmente, disincentiverà proprio la raccolta differenziata, a meno che i cittadini non si rassegnino a pagare tariffe più alte a impianti che da loro vogliono la totalità dei rifiuti, se no vanno in perdita.

Ora, è evidente che le responsabilità di una assurdità del genere non sono delle imprese che gestiranno quegli impianti. Le responsabilità sono preminentemente politiche, di una regione che ha pianificato e fatto costruire un sistema impiantistico che contrattualmente, dai cittadini pugliesi, vuole tutti i rifiuti che producono, tranne quello che si differenzia oggi.

Forse non era il caso - e questo è un problema nazionale, di scelte governative - affidare al “libero mercato” un servizio di pubblica utilità come la gestione dei rifiuti. Mettere nelle mani delle imprese private un servizio di cui i comuni sono obbligatoriamente chiama a servirsi, significa sottoporre quel servizio a logiche d’impresa, significa garantire a quelle imprese un “vitalizio” a spese dell’efficienza, della economicità di cui pure parla la legge che regolamenta la gestione dei rifiuti in Italia.

A breve l'intera intervista

Buona visione

Commenti  

 
osservatore
#5 osservatore 2010-10-23 20:55
Fuggire non risolverà mai alcun problema, ne si saprà mai, per tempo, verso quali altri problemi si va incontro.
Non è stato, non è e non sarà mai facile affrontare un qualsiasi problema da soli.
Mi piace pensare che quando la "coscienza per il bene" sveglierà le coscienze di ciascuno, inevitabilmente ci ritroveremo a cominciare l'azione di impegno civico per il ripristino delle "regole". A cominciare da casa nostra, dal nostro Comune senza disperderci perchè questa unità d'intenti non può prevedere divisioni, neanche ideologiche.
Saluti.
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imprevedibile
#4 imprevedibile 2010-10-23 12:32
D'accordo con te osservatore!!! Oggi ilproblema più grosso è la collusione tra potere politico ed interessi economici! Partendo dai nostri piccoli comuni e finendo agli ppalti statali! Alcune volte questo senso di impotenza questo sapere e non poter fare niente mi fa venire voglia di andare via da questo paese!
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libertà?
#3 libertà? 2010-10-23 01:48
Ecco il vantaggio della liberalizzazione senza criterio. Si mina la libertà.
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SNOOPY
#2 SNOOPY 2010-10-22 21:04
Rag. Albanese, ha mai sentito parlare del rischio d'impresa?
Quando un imprenditore offre un prodotto o un servizio, nel stabilire il prezzo ha già considerato tutti i costi ed il suo guadagno.Non esiste imprenditore che operi con la sicurezza di guadagnare sempre e quello che ha stabilito.In casi di necessita o investe ancora in innovazione aziendale o decide di allargare lofferta per diversificare i rischi oppure passa la palla. Il problema rifiuti quando scoppia travolge tutti ed il rischio è che vedremo trasformato il nostro mondo in una discarica a celo aperto.
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osservatore
#1 osservatore 2010-10-22 20:02
Non a caso in molte Procure si parla di ecomafie.
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