ABBATTERE LA TARSU SI PUO’. CON UN “ECOPUNTO”

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Nel corso degli ultimi anni è aumentata sempre più la separazione e la raccolta dei rifiuti che si sta contrapponendo all’incenerimento dei rifiuti. Ma i metodi di separazione proposti al cittadino sono raramente rispettati, tanto che nei cassonetti si può far confluire qualsiasi rifiuto senza subire alcuna sanzione e, allo stesso tempo, non ci sono grossi incentivi per chi effettua regolarmente la raccolta differenziata. La soluzione a questi problemi potrebbe essere la realizzazione di un ecopunto. Nel corso degli ultimi anni ne sono sorti numerosi e in diverse regioni (Molise, Puglia, Calabria, Sicilia, ecc.).

L’ecopunto è un luogo dove i privati possono vendere direttamente plastica, carta, alluminio e ferro.

Il prezzo di vendita per tali materie è:

-          15/18 centesimi di euro al kg per la plastica;

-          3 centesimi di euro al kg per la carta;

-          25 centesimi di euro al kg per l’alluminio;

-          5 centesimi di euro al kg per il ferro.

È stato stipulato un protocollo d’intesa il 15/02/10 tra la Provincia di Bari e la Recoplastica (Ecopunto-Reco2-LiberAmbiente-Tamfer) il consorzio dei negozi che comprano i rifiuti.

Per la realizzazione di questo negozio è necessaria una struttura non inferiore a 150/200 metri quadri, in un’area urbanistica qualificata e trafficata, riuscendo così ad invogliare i cittadini a depositare i propri rifiuti. Sicuramente un parcheggio nei pressi dell’ecopunto riuscirebbe ad attirare un maggior numero di clienti

Le attrezzature necessarie saranno messe a disposizione dalla ditta che ha siglato il protocollo d’intesa che provvederà anche a formare il personale attraverso un corso della durata di un mese.

L’ecopunto dovrebbe sorgere ogni 10.000 abitanti, riuscendo a guadagnare in media tra i 1.800 e i 2.200 euro al mese, a fronte di un investimento iniziale di 8.000 euro, da destinare all’affitto dei macchinari, al disbrigo delle pratiche burocratiche e al corso di formazione.

Il ricavo per ogni famiglia si aggirerebbe intorno ai 250 euro annui, somma che potrebbe destinarsi al pagamento della TARSU.

L’ecopunto coniuga due obiettivi: il primo, incrementare la raccolta differenziata (anche sotto l’aspetto qualitativo); il secondo, quello di favorire il guadagno del venditore e dell’acquirente.

Nel 2008 il CODACONS ha premiato l’ecopunto come miglior progetto in campo ambientale e per la tutela dell’ambiente.

Anche noi a Turi dovremmo promuovere un ecopunto. Voi cosa ne pensate?