Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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ABBATTERE LA TARSU SI PUO’. CON UN “ECOPUNTO”

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Nel corso degli ultimi anni è aumentata sempre più la separazione e la raccolta dei rifiuti che si sta contrapponendo all’incenerimento dei rifiuti. Ma i metodi di separazione proposti al cittadino sono raramente rispettati, tanto che nei cassonetti si può far confluire qualsiasi rifiuto senza subire alcuna sanzione e, allo stesso tempo, non ci sono grossi incentivi per chi effettua regolarmente la raccolta differenziata. La soluzione a questi problemi potrebbe essere la realizzazione di un ecopunto. Nel corso degli ultimi anni ne sono sorti numerosi e in diverse regioni (Molise, Puglia, Calabria, Sicilia, ecc.).

L’ecopunto è un luogo dove i privati possono vendere direttamente plastica, carta, alluminio e ferro.

Il prezzo di vendita per tali materie è:

-          15/18 centesimi di euro al kg per la plastica;

-          3 centesimi di euro al kg per la carta;

-          25 centesimi di euro al kg per l’alluminio;

-          5 centesimi di euro al kg per il ferro.

È stato stipulato un protocollo d’intesa il 15/02/10 tra la Provincia di Bari e la Recoplastica (Ecopunto-Reco2-LiberAmbiente-Tamfer) il consorzio dei negozi che comprano i rifiuti.

Per la realizzazione di questo negozio è necessaria una struttura non inferiore a 150/200 metri quadri, in un’area urbanistica qualificata e trafficata, riuscendo così ad invogliare i cittadini a depositare i propri rifiuti. Sicuramente un parcheggio nei pressi dell’ecopunto riuscirebbe ad attirare un maggior numero di clienti

Le attrezzature necessarie saranno messe a disposizione dalla ditta che ha siglato il protocollo d’intesa che provvederà anche a formare il personale attraverso un corso della durata di un mese.

L’ecopunto dovrebbe sorgere ogni 10.000 abitanti, riuscendo a guadagnare in media tra i 1.800 e i 2.200 euro al mese, a fronte di un investimento iniziale di 8.000 euro, da destinare all’affitto dei macchinari, al disbrigo delle pratiche burocratiche e al corso di formazione.

Il ricavo per ogni famiglia si aggirerebbe intorno ai 250 euro annui, somma che potrebbe destinarsi al pagamento della TARSU.

L’ecopunto coniuga due obiettivi: il primo, incrementare la raccolta differenziata (anche sotto l’aspetto qualitativo); il secondo, quello di favorire il guadagno del venditore e dell’acquirente.

Nel 2008 il CODACONS ha premiato l’ecopunto come miglior progetto in campo ambientale e per la tutela dell’ambiente.

Anche noi a Turi dovremmo promuovere un ecopunto. Voi cosa ne pensate?

Commenti  

 
idv
#7 idv 2012-02-03 20:58
Bravo Mirko.
Buona documentazione e buona idea,da fatti e non parole.
Ma il conto è sbagliato, ci hai messo uno zero in più(al minimo) sul ricavo possibile per ogni famiglia, che non può superare le 25 euro annue, e non le 250!
Il conto è semplice.
Per fare un chilo di lattine ce ne vogliono almeno 20, quindi 80 per un'euro,plausibile ricavo medio mensile di ogni famiglia di 3-4 persone; quindi 12 euro annue.
Dieci, dodici chili di carta stampata al mese a 3 centesimi fanno altre 4 euro annue per famiglia.
100 chili di ferro mediamente a famiglia sono 5 euro annue.
Aggiungiamo 30 chili di plastica all'anno(che corrispondono a 80 bottiglie varie di 30 grammi al mese)che rendono altre 5 euro.
E siamo a 26 euro totali.
Che se moltiplichi per 4000 fuochi che credo all'incirca ci siano a Turi danno 104 mila euro.
E non il milione di euro che tu ipotizzi, che corrisponde quasi all'intera spesa comunale per raccolta e smaltimento RSU!
Mirko,non è che i dati te li ha passati qualche ex sindaco?
Comunque, il maggior guadagno di questa iniziativa sta nel fatto che il comune non avrebbe più bisogno di pagare ogni anno per lo svuotasmento dei cassoni per le dette materie, nell'attuale sistema di raccolta dei RSU.
Mentre con la prevista raccolta porta a porta il servizio, una volta raggiunta questa usanza di conferinmetno remunerato , potrà essere modificato(con relativa modificazione in diminuzione del canone,che deve essere prevista in contratto, unitamente a quella in aumento)e limitato alla sola raccolta dell'umido, con risparmio ancora maggiore.
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Sofia junior
#6 Sofia junior 2012-02-03 09:35
ei amici di Turi posso sapere se intanto l'ex cimitero di via Castellana è ancora una discarica a cielo aperto :sigh: ???
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cristian rongo
#5 cristian rongo 2012-02-02 21:40
:lol: :D
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cristian rongo
#4 cristian rongo 2012-02-02 21:39
caro sindaco
credo ke è lei ke risponde lei a queste propostete,comunque vorrei chiederli se a quel giardinetto puoi tu insieme ad altri costruire un piccolo "giardino dei giusti"
arrisentirci :lol:
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michele mirko cazzetta
#3 michele mirko cazzetta 2010-10-18 01:46
X king.L'ecopunto è differente dall'isola ecologica...possono coesistere come avviene in altri Paesi.
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king
#2 king 2010-10-16 19:01
daccordissimo anch'io,
ma l'ecopunto o isola ecologica, che si voglia, a turi c'è già.
io personalmente non riesco a recuperare la tarsu, però se in un prossimo futuro, con altri metodi questo sarà possibile, benvenga..! ..;-)
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kaone
#1 kaone 2010-10-16 15:21
Sono d'accordissimo. Io effettuo la differenziata e già a Turi non siamo messi molto male visto che i cassonetti per il differenziato sono molto diffusi ed in più abbiamo anche una ottima isola ecologica. Sarebbe un ulteriore passo avanti.
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