Venerdì 16 Novembre 2018
   
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LA BANDA DI TURI PER LE VITTIME SUL LAVORO

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Domenica 10 ottobre il gruppo bandistico “Città di Turi” ha avuto l’onore di accompagnare la celebrazione della 60° Giornata Provinciale delle Vittime degli Incidenti sul Lavoro, organizzata dall’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro (ANMIL), presso la città di Putignano. L’ANMIL si occupa sin dal 1943 di assistenza, tutela e supporto istantaneo nei confronti di tutte le vittime del lavoro e delle loro famiglie.

Presso la Chiesa di San Pietro Apostolo un corteo si è mosso fino ai piedi del monumento locale ai Caduti, dove è stata deposta una corona d’alloro, seguita da una cerimonia civile, presso la Sala Consiliare del Comune di Putignano.

Il sindaco di Putignano, De Miccolis ha accolto le rappresentanze istituzionali della Regione Puglia, il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, il presidente della BAT Francesco Ventola, cav. Antonio D’Ambrosio, presidente regionale dell'ANMIL, il presidente provinciale cav. Lorenzo Lorusso e il consigliere provinciale e presidente locale Anmil Putignano, cav. Luca Giagulli. Assente illustre della giornata, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

La manifestazione, che intende commemorare le tristi cifre che nel 2010 hanno coinvolto la Puglia (22 morti bianche, 599 incidenti sul lavoro e 3000 infortuni), vuol puntare l’attenzione su un fenomeno che resta ancora sottovalutato, da parte civile come da parte delle istituzioni, al fine di incrementare l’impegno profuso nella tutela della salute dei lavoratori.

Quest’anno, la sede scelta dal consiglio regionale, la città di Putignano, vanta il triste primato di ben 505 invalidi sul lavoro, su un totale (tra Bat e Bari) di 14.500 invalidi, di cui 225 iscritti all’ANMIL e 280 invalidi non iscritti.

Tema principale del dibattito sono stati gli incidenti sui luoghi di lavoro che si stanno trasformando in una vera piaga sociale: a partire dai casi più eclatanti come l’esplosione alla “Thyessen Group” dove ci sono stati dei morti, a finire ai piccoli infortuni che hanno come vittime i collaboratori e le collaboratrici domestiche.

Tanto è stato fatto a livello nazionale, con il D.Lgs. 626/92 e con il D.Lgs. 81/08, che hanno risolto, a livello legale, il problema della sicurezza sui posti di lavoro sancendone le responsabilità e prevenendone i problemi, ma tanto ancora bisogna fare, visto, tutt'oggi, il gran numero delle morti bianche.

Tutti i tipi di lavoro sono a rischio: il lavoro domestico, agricolo, edile, artigiano. Un modo vero per prevenire gli incidenti sarebbe combattere il lavoro nero, effettuando più controlli, in applicazione delle leggi sulla prevenzione e sicurezza sul lavoro. Ma questo non basta: è necessario che anche il lavoratore capisca che l’uso sul posto di lavoro dei dispositivi di prevenzione individuali, nonostante siano scomodi, servono veramente a tutelare la persona e a salvarla.

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