Domenica 18 Novembre 2018
   
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PIST, TURI PARTECIPA ALL'INCONTRO DI CASAMASSIMA

Il Piano Integrato di Sviluppo Territoriale (PIST) "Lame di Peucetia" nasce con l’intenzione di elaborare un progetto collettivo che interessi la zona dei comuni di Casamassima, Sammichele e Gioia del Colle, guidati dal capofila Turi, coinvolgendo cittadini e associazioni per un maggior confronto e una migliore sostenibilità a lungo termine.
Gli obiettivi del piano sono il recupero e la valorizzazione dei caratteri più specifici del territorio storico-ambientale, la difesa e la rigenerazione di situazioni critiche partendo da connessioni naturali, il rafforzamento delle attrattive del territorio verso l’esterno con conseguente crescita turistica e la rigenerazione del rapporto tra centri urbani e campagne, contrastandone l’abbandono e il degrado.
Dopo l’incontro dello scorso luglio a Sammichele, il secondo confronto fra gli amministratori e la cittadinanza si è tenuto ieri 7 ottobre a Casamassima.
Come ha spiegato il sindaco di Turi Gigantelli, si sta cercando di raggiungere politiche di sviluppo territoriale, con la possibilità di accedere ai finanziamenti europei per lo sviluppo regionale 2007-2013, riferiti ad aree da sviluppare, rinforzando così altre azioni già in programma riguardanti lo sviluppo rurale (GAL) o il piano strategico “BA2015 – Metropoli terra di Bari”. Linee che però devono anche essere in grado di camminare da sole una volta finiti i finanziamenti.
La Regione ha posto dei paletti che per le singole amministrazioni sarebbero stati insormontabili, ma elaborando un piano che riguardi ben quattro paesi con caratteristiche comuni, ma anche con loro specificità, che hanno una dimensione complessiva di 65mila abitanti, si creano nuove prospettive.
A sviluppare questo Progetto Unitario Generale gli architetti Lorenzo Pietropaolo e Luigi Ranieri, che si sono occupati di stilare una fotografia dei comuni interessati: si tratta di una zona molto interessante che, a ridosso delle lame S. Giorgio e Giotta, attraversata da un fitto reticolo di passaggi rurali, disseminati qua e là di masserie e chiesette sparse fra campagne ancora produttive, funge da porta sia con il sistema urbano del capoluogo che con la Valle d’Itria.
C’è un elevato indice di vecchiaia, ma anche una elevata disoccupazione, soprattutto giovanile.
Economicamente alla poca efficienza agricola, legata soprattutto alla mancanza di una filiera sostenibile, si affianca un sistema industriale quasi inesistente e una forte incidenza del commercio.
Il turismo è carente ed è critica l’abitabilità dei centri storici, spesso a causa di locazioni elevate.
A questo punto è toccato ai cittadini partecipare attivamente, esponendo le loro idee.
Un contributo può arrivare dai progetti già elaborati dai laboratori Bottega del Futuro e Città che Apprendono, tenutisi la scorsa estate.
È stato proposto un aggancio all’autostrada che fornendo Casamassima di un suo casello, andrebbe a snellire il traffico sulla statale, ma oltre a un costo eccessivo e difficilmente sostenibile, è forse più concreta la proposta di rivalutare la ss172 che potrebbe inserirci nel flusso turistico che va verso la Valle d’Itria.
Interessante è invece la proposta di accorpare il frazionatissimo territorio agricolo in un associazionismo che sia utile e produttivo, ed è quello che si sta tentando di fare attraverso il GAL, anche se il problema sembra più culturale che politico. Il PIST può essere utile da questo punto di vista supportando l’agricoltura con infrastrutture, servizi collettivi, mercati e quant’altro, anche perché la frammentazione riesce solo a impoverire ulteriormente il territorio, di cui dovremmo riscoprire le potenzialità, invece che lasciarlo preda di chi è solo un po’ più furbo.
Nell’ambito verde, oltre alla riscoperta delle bellezze agro-territoriali come chiesette, cappelle, masserie e castelli sparsi nelle campagne e nella maggior parte dei casi abbandonati, è stato proposto un percorso ciclo-turistico che porti alla scoperta delle strade rurali, come per esempio la Via dell’Acqua utilizzata dall’Acquedotto Pugliese e ormai ridotta a discarica a cielo aperto, ritornello davvero troppo frequente. Inoltre non sarebbe male mettere in comune mezzi, strumenti e uomini per prendersene cura, idea che dovrebbe essersi concretizzata con il progetto Bioedil.
Sul piano economico-produttivo è interessante la proposta di un recupero culturale dell’agricoltura che non sia un semplice ritorno alla terra: dato l’alto indice di disoccupazione giovanile e la poca considerazione che si ha per il lavoro agricolo, perché non rivalutare la figura dell’agricoltore? Renderla una figura che possa fare a meno di meccanismi che impediscano al piccolo di occuparsi delle fasi successive alla coltivazione, come la trasformazione o la vendita del prodotto, è la proposta di un gruppo di giovani agricoltori. Basso impatto economico, ma alto benessere perché forse il modo migliore per rivalutare un territorio è credere nelle sue potenzialità.
I successivi appuntamenti con il PIST sono a Gioia il 12 ottobre e a Turi il 14.
Per chi non ha potuto partecipare, ma ha ugualmente voglia di dare un contributo, è disponibile il forum per inviare idee e contributi all’indirizzo www.lamedipeucetia.it
pist_Casamassima
Il Piano Integrato di Sviluppo Territoriale (PIST) "Lame di Peucetia" nasce con l’intenzione di elaborare un progetto collettivo che interessi la zona dei comuni di Casamassima, Sammichele e Gioia del Colle, guidati dal capofila Turi, coinvolgendo cittadini e associazioni per un maggior confronto e una migliore sostenibilità a lungo termine.

Gli obiettivi del piano sono il recupero e la valorizzazione dei caratteri più specifici del territorio storico-ambientale, la difesa e la rigenerazione di situazioni critiche partendo da connessioni naturali, il rafforzamento delle attrattive del territorio verso l’esterno con conseguente crescita turistica e la rigenerazione del rapporto tra centri urbani e campagne, contrastandone l’abbandono e il degrado.

Dopo l’incontro dello scorso luglio a Sammichele, il secondo confronto fra gli amministratori e la cittadinanza si è tenuto ieri 7 ottobre a Casamassima.

Come ha spiegato il sindaco di Turi, dott. Vincenzo Gigantelli, si sta cercando di raggiungere politiche di sviluppo territoriale con la possibilità di accedere ai finanziamenti europei per lo sviluppo regionale 2007-2013, riferiti ad aree da sviluppare, rinforzando così altre azioni già in programma riguardanti lo sviluppo rurale (GAL) o il piano strategico “BA2015 – Metropoli terra di Bari”. Linee che però devono anche essere in grado di camminare da sole una volta finiti i finanziamenti.

La Regione ha posto dei paletti che per le singole amministrazioni sarebbero stati insormontabili, ma elaborando un piano che riguardi ben quattro paesi con caratteristiche comuni, ma anche con loro specificità, che hanno una dimensione complessiva di 65mila abitanti, si creano nuove prospettive.

A sviluppare questo Progetto Unitario Generale gli architetti Lorenzo Pietropaolo e Luigi Ranieri, che si sono occupati di stilare una fotografia dei comuni interessati: si tratta di una zona molto interessante che, a ridosso delle lame S. Giorgio e Giotta, attraversata da un fitto reticolo di passaggi rurali, disseminati qua e là di masserie e chiesette sparse fra campagne ancora produttive, funge da porta sia con il sistema urbano del capoluogo che con la Valle d’Itria.

C’è un elevato indice di vecchiaia, ma anche una elevata disoccupazione, soprattutto giovanile. Economicamente alla poca efficienza agricola, legata soprattutto alla mancanza di una filiera sostenibile, si affianca un sistema industriale quasi inesistente e una forte incidenza del commercio. Il turismo è carente ed è critica l’abitabilità dei centri storici, spesso a causa di locazioni elevate.

A questo punto è toccato ai cittadini partecipare attivamente, esponendo le loro idee.

Un contributo può arrivare dai progetti già elaborati dai laboratori Bottega del Futuro e Città che Apprendono, tenutisi la scorsa estate.

È stato proposto un aggancio all’autostrada che fornendo Casamassima di un suo casello, andrebbe a snellire il traffico sulla statale, ma oltre a un costo eccessivo e difficilmente sostenibile, è forse più concreta la proposta di rivalutare la ss172 che potrebbe inserirci nel flusso turistico che va verso la Valle d’Itria.

Interessante è invece la proposta di accorpare il frazionatissimo territorio agricolo in un associazionismo che sia utile e produttivo, ed è quello che si sta tentando di fare attraverso il GAL, anche se il problema sembra più culturale che politico. Il PIST può essere utile da questo punto di vista supportando l’agricoltura con infrastrutture, servizi collettivi, mercati e quant’altro, anche perché la frammentazione riesce solo a impoverire ulteriormente il territorio, di cui dovremmo riscoprire le potenzialità, invece che lasciarlo preda di chi è solo un po’ più furbo.

Nell’ambito verde, oltre alla riscoperta delle bellezze agro-territoriali come chiesette, cappelle, masserie e castelli sparsi nelle campagne e nella maggior parte dei casi abbandonati, è stato proposto un percorso ciclo-turistico che porti alla scoperta delle strade rurali, come per esempio la Via dell’Acqua utilizzata dall’Acquedotto Pugliese e ormai ridotta a discarica a cielo aperto, ritornello davvero troppo frequente. Inoltre non sarebbe male mettere in comune mezzi, strumenti e uomini per prendersene cura, idea che dovrebbe essersi concretizzata con il progetto Bioedil.

Sul piano economico-produttivo è interessante la proposta di un recupero culturale dell’agricoltura che non sia un semplice ritorno alla terra: dato l’alto indice di disoccupazione giovanile e la poca considerazione che si ha per il lavoro agricolo, perché non rivalutare la figura dell’agricoltore? Renderla una figura che possa fare a meno di meccanismi che impediscano al piccolo di occuparsi delle fasi successive alla coltivazione, come la trasformazione o la vendita del prodotto, è la proposta di un gruppo di giovani agricoltori. Basso impatto economico, ma alto benessere perché forse il modo migliore per rivalutare un territorio è credere nelle sue potenzialità.

I successivi appuntamenti con il PIST sono a Gioia il 12 ottobre e a Turi il 14.

Per chi non ha potuto partecipare, ma ha ugualmente voglia di dare un contributo, è disponibile il forum per inviare idee e contributi all’indirizzo www.lamedipeucetia.it

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