Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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GILLET E SANSONNA PER TELETHON

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Da quando esiste, precisamente dal 1990, siamo abituati ad identificare Telethon con la diretta televisiva di 30 ore che si svolge ogni anno. In realtà Telethon è qualcosa di più, molto di più. Telethon è infatti l’associazione senza fini di lucro che organizza l’evento televisivo, gestisce i fondi raccolti e la sua attività non conosce soste. Ne è esempio la serata organizzata ieri presso la sala Conferenze della Biblioteca comunale.

Insieme per Vincere, titolo della manifestazione, ha visto l’impegno di importanti atleti, come Jean François Gillet, portiere del A.S. Bari, e Stefania Sansonna, giocatrice della Florens di pallavolo, in prima linea impegnati in attività di sensibilizzazione alla donazione.

L’evento, moderato dal giornalista Francesco Iato, alla presenza di una rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, attraverso la partecipazione di famosi nomi del panorama sportivo pugliese, ha voluto continuare un programma iniziato già lo scorso anno e che rivolge la propria attenzione alle malattie immunodegenerative, oltre che alla SLA.

“Donare è una cosa buona ed importante – sostiene Gillet – e, nonostante io sia impegnato già da diverso tempo in questa campagna, ritengo che il modo migliore sia di farlo in maniera discreta”. L’obiettivo della manifestazione Telethon della scorsa sera è rivolto alla formazione di centri di ricerca di una delle malattie neurodegenerative come la SLA (sclerosi laterale amiotrofica), che a Turi ha colpito un nostro concittadino.

“Queste manifestazioni non devono essere solo una finestra per mettere in mostra il nostro operato e quello che si vuol fare, piuttosto bisogna impegnarsi per raggiungere degli obiettivi concreti - esordisce la Sansonna - Noi della Florens siamo già impegnate in altre attività di beneficienza e ci è capitato molto spesso di assistere a scene molto toccanti. Ricordo di aver visto persino la vergogna di alcuni genitori a mostrare in pubblico i propri figli malati”.

Come ha sostenuto, infatti, il consigliere regionale Ignazio Zullo, “avere un malato di SLA o un malato colpito da invalidamento progressivo in casa, è la cosa più brutta e difficile per una famiglia. Dover rinunciare al lavoro per assistere il malato, essere fuori dalla vita sociale per stargli vicino, occuparsi 24 ore su 24 perché è impossibilitato a far tutto, è un impegno estremamente gravoso, che noi tutti dobbiamo risolvere”. “La provincia di Bari - ha commentato l’assessore Onofrio Resta - come la stessa Regione Puglia, sono vicini a questi problemi e continueranno ad impegnarsi per far crescere l’interesse e la responsabilità di molti verso la beneficienza”. Un importante ringraziamento è andato ad Alberto Totire, rappresentante del gruppo BNL che da anni opera con Telethon.


Commenti  

 
quando non si è sperimentata la sofferenza
#4 quando non si è sperimentata la sofferenza 2010-05-09 01:23
di vedere propri cari morire lentamente, senza poter far niente. e doversi "ammalare" insieme a loro, si riesce anche a fingere di non sapere e non capire, e ci si mette a marchiare politicamente iniziative di solidarità per persone e famiglie di fronte alle cui pene nessuno ha diritto di lanciare giudizi di inutilità verso chiunque si occupi di gente che, per chi l'ha conosciuta, per continuare a vivere ha bisogno della vicinanza quale migliore medicina sociale, prima che di indispensabili aiuti economici.
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erasmo da rotterdam
#3 erasmo da rotterdam 2010-05-08 21:55
tranquilli!
è stata la solita parata organizzata da quelli "diprimadituttoloro" cioè la banda leo & c. con la straordinaria partecipazione del professoremelavedotuttoio e il volontario totaro che raccoglie fondi pubblicizzando la sua banca
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consigliere comunale Natalino Ventrella
#2 consigliere comunale Natalino Ventrella 2010-05-08 18:01
CONDIVIDO QUANTO SCRITTO DA ARIANNA IO NON HO CAPITO IL SENSO DELL'INIZIATIVA, GENTILMENTE QUALCUNO MEL LO PUO' SPIEGARE?
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Arianna.
#1 Arianna. 2010-05-07 15:39
Secondo me serate come questa finiscono per fare più male che bene...
perchè, se da una parte alimentano la cultura dell'importanza della ricerca e aiutano a reperire fondi, dall'altra contruibuiscono a fare disinformazione e a diffondere un clima di catastrofismo che non serve a nessuno, sicuramente non ai malati e alle famiglie.

Sarebbe stato più opportuno dire soltanto due banali parole: AIUTIAMO LA RICERCA PERCHE' QUANDO CAPIREMO DA COSA E' CAUSATA LA SLA AVREMO PIU' POSSIBILITA' DI METTERE A PUNTO UN'IPOTESI DI CURA.

Senza dilungarsi, come ha fatto il consigliere Zullo, in un pietismo che non serve a niente, se non ad alimentare il sentimento di angoscia che già, comunque, circonda questa malattia. Le istituzioni non devono fare pietismo, ma devono agire: devono trovare i fondi per assolvere a situazioni di loro competenza: l'assistenza domiciliare, l'aiuto nell'acquisto del sintetizzatore, la fisioterapia a domicilio.

Quanto alla pallavolista della Florens, probabilmente si confonde con qualcos'altro... La Sla, nella maggior parte dei casi, colpisce individui adulti, in misura maggiore dopo i 50 anni... Non so quante volte abbia potuto vedere "genitori che si vergognano di mostrare in pubblico i propri figli malati di Sla".
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